Il Tirreno

Pisa

oggi e domani a Tirrenia 

Il rilancio del tema delle donazioni passa dal litorale pisano

Il rilancio del tema delle donazioni passa dal litorale pisano

All’hotel Continental in programma la due giorni  dell’assemblea regionale dell’Avis. Ospite Rosy Bindi

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tirrenia. Si sono dati appuntamento a Tirrenia, all’hotel Continental, oggi e domani, i duecento delegati delle Avis di tutta la Toscana. Il tema che guiderà i lavori è “Reti solidali, le nuove rotte del volontariato del dono”.

Dopo la relazione del presidente di Avis Toscana, Adelmo Agnolucci, e il saluto delle autorità presenti, ci sarà l’intervento dell’onorevole Rosy Bindi, ministro della Sanità dal 1996 al 2000, sulla ricorrenza del quarantennale dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Seguiranno le approvazioni del bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019 e delle modifiche di adeguamento allo statuto in base alla legge di riforma del terzo settore. Un punto che verrà portato in evidenza durante i lavori assembleari è costituito dalle novità introdotte con la riforma del terzo settore che suscitano perplessità e che andranno analizzate nell’ottica di preservare la dimensione pubblica della sanità e del welfare.

Nel 2018, è stato di 110.489 il totale delle donazioni Avis in Toscana, pari all’1,99% in meno rispetto al 2017. Una diminuzione che continua dal 2012 in cui ne furono effettuate ben 122.811. Nel 2018 sono diminuiti i donatori, che scendono a quota 57.342 rispetto ai 58.430 del 2017. Tuttavia, pur in presenza di un andamento negativo di donazioni e numero di donatori, nel 2018 l’indice di donazione, ovvero il numero di donazioni pro-capite per anno, è rimasto invariato attestandosi a 1,93 come nel 2017. Il calo di donazioni interessa una buona parte del territorio regionale, salvo eccezioni. Nella provincia di Pisa si è verificato un incremento di oltre il 4%, rispetto al 2017.

Il presidente di Avis Toscana Adelmo Agnolucci commenta così i dati: «Sono tantissimi i motivi che rendono la donazione di sangue un volontariato non facile e immediato. Vorrei che sempre più giovani si avvicinassero, vivendo la donazione come un atto di cittadinanza attiva. È vero che i nuovi soci sono prevalentemente i giovani con un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, rappresentando nel 2018 il 35% dei nuovi associati, ma è costantemente in crescita l’età dei soci donatori: la fascia di età più numerosa è quella tra i 46 e 55 anni. Sarà utile aprire una riflessione sul nostro modello organizzativo per valutare se la nostra presenza sui territori sia adeguata a contrastare ed invertire una tendenza negativa. C’è da aggiungere, in generale, che negli ultimi anni, grazie ad una miglior gestione nell’uso di questa preziosa risorsa, sono diminuiti i consumi. Questo ci assicura per il momento un relativo equilibrio del sistema, ma non ci deve far abbassare la guardia per quanto riguarda i prossimi anni, quando dovremo misurarci con il calo demografico e il progressivo invecchiamento della popolazione». —



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