Lutto
Insediamento rom di Oratoio, soldi agli occupanti per trovare casa
Pisa. La giunta approva i nuovi provvedimenti con l’obiettivo di riuscire ad eliminare l’accampamento abusivo entro metà 2020
PISA. L’obiettivo finale è eliminare l’insediamento abusivo di via Maggiore, Oratoio, al confine con Ospedaletto. Tra le misure “compensative”, lo stanziamento di fondi per una sistemazione abitativa alternativa. Soldi che andranno in alcuni casi direttamente ai proprietari delle case che decideranno di affittare ai rom. In altri casi andranno invece agli occupanti del campo, una volta demolite le baracche. La giunta porta avanti le procedure, avviate a novembre, per raggiungere l’obiettivo a metà 2020.. Ieri ha approvato all’unanimità la delibera che pianifica le azioni dell’amministrazione comunale per rientrare in possesso dell’area in cui è attualmente ubicato l’insediamento. «Si passa dalle parole ai fatti anche su questo argomento - dice il sindaco Michele Conti - dando seguito a quanto abbiamo scritto nel nostro programma di mandato. Con le cautele necessarie, ma con altrettanta determinazione, vogliamo risolvere in via definitiva il problema degli accampamenti abusivi in città. Con questa delibera, che richiama anche la circolare dello scorso settembre del ministro degli Interni Matteo Salvini in materia di sgomberi, pianifichiamo le azioni necessarie a rientrare in possesso di quell’area entro pochi mesi». Due i passaggi essenziali: la progressiva diminuzione dei dimoranti nell’area e la contestuale rimozione delle strutture presenti fino a renderla completamente sgomberata.
«Per raggiungere l’obiettivo - spiega l’assessore al sociale Gianna Gambaccini - sono previsti interventi straordinari di sostegno sociale finalizzati a reperire alloggi adeguati dentro o anche fuori dal territorio comunale. Questi finanziamenti sono vincolati all’agevolare, solo per il primo anno e contestualmente all’abbattimento delle baracche, l’allontanamento dei nuclei familiari presenti».
Gli interventi previsti dalla delibera sono di due tipi, entrambi rivolti esclusivamente all’individuazione di una soluzione abitativa. Il primo consiste in un sussidio straordinario per il pagamento del canone di affitto (l’importo non potrà superare i 6mila euro per nucleo familiare) e sarà erogato, con assegno non trasferibile, direttamente al proprietario dell’alloggio individuato. La seconda modalità, in alternativa, prevede un contributo straordinario (una tantum) di 500 euro a persona o di 1.000 euro per i soggetti riconosciuti invalidi al 100% portatori di handicap in situazione di gravità; anche in questo caso l’importo di norma non potrà superare i 6mila euro per nucleo familiare (ed è destinato alla ricerca di una nuova soluzione abitativa all’interno o fuori dal territorio comunale). Il sussidio sarà concesso subito in parte e per la differenza dopo l’abbattimento della struttura occupata. «La gestione del contributo - specifica il Comune - sarà comunque effettuata attraverso lo stretto monitoraggio degli operatori dei servizi della Società della Salute, che potranno assegnare il contributo in relazione alle esigenze familiari dei diversi nuclei modulandolo in relazione alla situazione concreta».
Altra sottolineatura: «Con la delibera l’amministrazione comunale prevede che, contestualmente agli allontanamenti degli insediamenti, si proceda comunque all’abbattimento delle strutture rimaste vuote, dove necessario anche con l’ausilio della polizia municipale». —
Francesco Loi
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