Il Tirreno

Pisa

Emorragia fulminante, muore a 29 anni

Pietro Barghigiani
Emorragia fulminante, muore a 29 anni

Rachele Mancini, figlia di Paolo, si è sentita male e non si è più ripresa. La mamma autorizza l’espianto degli organi

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PISA. Quando è arrivata in ospedale i medici sono stati sinceri nella brutalità di dire le cose come stanno in una situazione disperata: «Operiamo, ma servirebbe un miracolo». Che non c’è stato. Alle nove e mezzo di ieri sera Rachele Mancini ha smesso di vivere. Aveva 29 anni.

La morte cerebrale era già stata dichiarata nel pomeriggio. Trascorse le sei ore come da protocollo, a sera hanno staccato i macchinari. La mamma, Elena, ha autorizzato l’espianto degli organi. Una speranza di vita regalata dalla generosità di una donna sottoposta alla prova più atroce che un genitore possa affrontare, sopravvivere a una figlia. Rachele era la figlia di Paolo, marinese doc, vice presidente del consiglio comunale, scomparso a 61 anni nell’agosto 2013, e di Elena Innocenti, titolare dell’autoscuola “4 ruote” di Pisa in cui lavorava anche la giovane, la cui vita si è interrotta martedì sera per poi spegnersi definitivamente ieri pomeriggio. La zia, Virginia, è consigliera a Palazzo Gambacorti e coordinatrice comunale di Forza Italia.

Era a casa del fidanzato Federico, a Uliveto Terme, quando la 29enne intorno alle nove si è sentita male. Fitte alla testa anomale per il dolore che le provocavano. Mai provate prima. La corsa a Cisanello è servita per una diagnosi choc che ha lasciato scarse possibilità di farcela. Rachele soffriva, a sua insaputa, di una malformazione artero-venosa. Una malattia congenita che non le aveva mai dato segnali tali da dover approfondire un eventuale malessere con analisi specifiche. «Qualche mal di testa, ma chi non ne ha ? – spiega la mamma Elena –. Conviveva dalla nascita con quella patologia. L’hanno operata subito e l’intervento è riuscito alla perfezione, ma ormai a livello cerebrale la situazione era troppo compromessa».

Da martedì sera amici e parenti hanno affollato la sala d’aspetto della rianimazione diretta dal dottor Paolo Malacarne. Federico, il compagno con cui era stata in vacanza in Kenya l’estate scorsa, un viaggio che le era rimasto nel cuore. E poi nonna Lia a cui la ragazza era legatissima. Il mondo di Rachele precipitato nell’incubo di una perdita con la violenza di un ko che non ti aspetti. «Ho autorizzato l’espianto – ricorda la signora Elena –. Rachele non me ne aveva mai parlato. Alla sua età non si pensa alla morte. Come mamma mi sono sentita di donare gli organi di mia figlia. Voglio pensare che qualcuno possa stare meglio grazie a lei e che Rachele continui a vivere nei loro corpi. Donare il cuore per ridare la vita a chi magari ha la sua età e sta soffrendo». Oggi verrà allestita la camera ardente alla Pubblica Assistenza di via Bargagna e domani, con orario da decidere in giornata, il funerale a Marina di Pisa. —

Pietro Barghigiani

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