Gioco
Navicelli, incarico da 2500 euro alla moglie del politico
Le opposizioni attaccano: Colicchia era in commissione quando si parlava della consulenza. La Lega risponde: nessun conflitto d’interessi
PISA. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Finisce così il duello che ha al centro le consulenze alla Navicelli Srl, la società comunale che si occupa del canale omonimo. Le opposizioni attaccano la Lega, la Lega ribatte alle opposizioni. Ma di che tipo di consulenze si parla? E per quale importo? Consulenze di carattere legale, per importi che non superano, in entrambi i casi, i 3mila euro.. «I Navicelli sono un affare di famiglia leghista», sostengono andando all’attacco Francesco Auletta, Giuliano Pizzanelli e Gabriele Amore, ovvero i capigruppo in consiglio comunale rispettivamente di Diritti in comune, Pd e Movimento 5 Stelle. Alle minoranze prude il naso sul caso di Giuseppe Colicchia, consigliere leghista, e di sua moglie Giulia Palagini, avvocato e consulente legale della Navicelli. «Cosa ci faceva il consigliere leghista nella commissione garanzia e controllo dove si parlava della consulenza data alla moglie?», chiede Auletta. Il consigliere non fa parte della commissione, ma può comunque assistere da regolamento. «Due volte? Colicchia è andato due volte in commissione - interviene Pizzanelli -. La cosa fa sorgere più di un dubbio e questo dubbio ce lo dovrà togliere la stessa commissione. Altrimenti porteremo la cosa in consiglio comunale, poi all’Anci ed alla Lega per le autonomie». Amore aggiunge: «Sorprende che i membri di maggioranza della commissioni abbiano potuto permettere che Colicchia presenziasse quando sapevano che si sarebbe affrontata la questione della consulenza alla moglie. La nomina di Palagini è del tutto inopportuna sia perché moglie di un consigliere di maggioranza sia perché c’era già una consulenza legale avviata con Ilaria Lotti per circa 6mila euro». Nel 2018 la Palagini aveva beneficiato di una consulenza alla Navicelli per circa 2.500 euro su «chiamata diretta di Salvatore Pisano, amministratore unico nominato dal sindaco Michele Conti».
«Il problema è di principio e politico - dice Pizzanelli - perché l’art. 54 della Costituzione recita che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. E qui c’è un andazzo che non ci convince, soprattutto dopo che l’assessore Buscemi ha detto che al festival estivo di musica farà venire suoi amici o amici del sindaco». I tre esponenti dell’opposizione chiosano: «Nel merito specifico della consulenza prestata alla Navicelli nessuno avanza alcun dubbio, ma poniamo una questione politica e poi di opportunità. E, soprattutto, sulla volontà di rinnovarlo ad una cifra che sarà sicuramente superiore ai 2.500 euro presi antecedentemente».
La replica è affidata al capogruppo della Lega, Alessandro Bargagna: «Le opposizioni hanno scatenato la classica tempesta in un bicchier d’acqua. Nessuno dei consiglieri della Lega né della maggioranza si trova in una posizione di conflitto d’interessi. Forse chi monta polemiche pretestuose lo fa perché si rende conto che stiamo risolvendo i problemi ereditati e, non avendo argomenti per attaccarci, ricorre a queste miserie. Al Pd in particolare vogliamo far presente che con noi è cambiato metodo, anche per quanto riguarda le partecipate del Comune: non elargiamo compensi generosi a professionisti amici com’era loro abitudine, ma paghiamo, anche meno del dovuto, persone serie per risolvere i problemi che abbiamo ereditato dalla loro gestione, come nel caso di specie». Bargagna aggiunge: «Verrebbe poi da dire da che pulpito viene la predica: proprio la Navicelli, a guida Caridi, aveva affidato un incarico per la protezione dei dati all’avvocato Biagio Depresbiteris, segretario cittadino del Pd. Di sicuro glielo avrà conferito perché professionista serio e non per altro, ne siamo certi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
