Il Tirreno

Pisa

duello legale dopo “bigliettopoli” 

Ctt, altri quattro autisti sperano di tornare al lavoro in azienda

Danilo Renzullo
Un biglietto dell'ex Cpt di Pisa (foto d'archivio)
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Un biglietto dell'ex Cpt di Pisa (foto d'archivio)

Speranze fondate dopo il reintegro di un collega deciso dal Tribunale che ha ritenuto illegittimo il licenziamento

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PISA. Sarà una guerra di ricorsi a decidere il futuro di cinque degli otto autisti della Ctt Nord licenziati lo scorso anno a seguito della “bigliettopoli” che ha travolto l’azienda di trasporto pubblico locale su gomma. . Per uno dei conducenti è stato riconosciuta l’illegittimità del provvedimento di licenziamento.

Il giudice ha disposto l’immediato reintegro a seguito del reclamo presentato dal lavoratore licenziato dopo un primo pronunciamento negativo. E nelle prossime settimane sperano in un esito positivo anche altri quatto ex autisti che hanno presentato un ricorso contro il licenziamento.

Il Tribunale di Pisa ha accolto la richiesta di reintegro ritenendo illegittimo il provvedimento deciso dall’azienda di trasporti in quanto disposto in assenza del consiglio di disciplina, l’organo previsto dal Regio Decreto numero 148 del 1931 per una «corretta gestione dei procedimenti disciplinari nelle aziende del settore autoferrotranvieri». Il consiglio (formato da tre rappresentanti dell’azienda, da tre rappresentanti dei lavoratori e un presidente scelto tra i magistrati in pensione) avrebbe dovuto valutare la decisione assunta dall’azienda, ma non è mai stato formato. Secondo l’azienda di trasporti per i ritardi dovuti dalle difficoltà della Regione (alla quale è passata la competenza dopo la riforma delle Province) a trovare un magistrato in pensione. Secondo i ricorrenti, invece, l’organo non è stato costituito per la mancata volontà dell’azienda. «Il consiglio di disciplina non andava costituito al momento dei licenziamenti, ma molto tempo prima - spiega l’avvocato Carlo Pelli che assiste i ricorrenti -. Ctt Nord si è attivata invece solo dopo l’inchiesta interna e, nonostante la richiesta della Regione di maggiore tempo, ha provveduto a licenziare i dipendenti. L’azienda doveva sospendere in via cautelare i lavoratori ed attendere la costituzione e il parere del consiglio di disciplina». Ctt Nord avrebbe espresso la volontà di ricorrere contro il provvedimento di reintegro. Decisione, quest’ultima, che potrebbe innescare una battaglia legale tra l’azienda e i licenzianti dopo l’indagine interna che ha accertato un modus operandi che nel corso del tempo avrebbe procurato un vantaggio economico per i conducenti (con “guadagni” non superiori ai 1.000 euro annui) e un danno per le casse della società attraverso la cessione di biglietti delle tratte urbane su percorsi extraurbani (la contrattazione interna riconosce ai conducenti un compenso per ogni singolo biglietto venduto, più alto per le tratte urbane, più basso per i collegamenti extraurbani).

L’inchiesta si è chiusa con circa 80 provvedimenti disciplinari (tra trasferimenti e demansionamenti) e 8 licenziamenti. —
 

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