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I reati sono in calo ma sono pochi quelli che se ne accorgono
La “percezione” di insicurezza resta elevata a fronte di numeri in sensibile calo per alcune tipologie di delitti anche grazie alla prevenzione
PISA. I reati sono in calo in tutta la provincia. L’attività registra un segno positivo. Ma le comunità, i cittadini, sono sempre di più impauriti e preoccupati. È la fotografia che emerge guardando i numeri delle attività di prevenzione e contrasto che sono stati illustrati dal questore, dottor Paolo Rossi, in vista della festa della polizia. Un tema che ritorna, così come su scala nazionale, è quello dell’insicurezza percepita. Una percezione che confligge con la sicurezza rilevata. E la diversità forse sconta l’interazione di altri fattori, come il degrado o la precarietà dovuta alla lunga crisi economica. «Anche la nostra provincia risente di questa dualità – ha detto il questore – per questo, oltre al lavoro che già svolgiamo, può essere utile ogni forma di segnalazione dei cittadini. L’occhio del vicinato può essere utile. Certo non penso alle ronde o alle delazioni, ma a una sicurezza partecipata in cui c’è un’interazione tra il cittadino e le forze di polizia».
Oggi è il giorno della festa annuale: la polizia di Stato celebra 167° anniversario dalla fondazione. Il 10 aprile ricorre infatti la data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – ha ricordato il questore all’inizio della conferenza, a cui hanno preso parte il capo di gabinetto, Paolo Pizzimenti, e il vice Carlo Stolfi (nella foto in alto) convocata proprio per fare il punto su un anno di lavoro - della legge 121 del 1981 che ha delineato l’organizzazione ed i compiti della Polizia di Stato. È anche la giornata in cui, oltre ai dati dell’attività svolta, vengono consegnati attestati di merito a donne e uomini della polizia.
«I numeri della nostra attività confermano due aspetti – c’è un caldo di circa il 15 per cento di tutti i reati, è aumentata l’attività repressiva (gli arresti sono aumentati del 40%) e quella di prevenzione. Il dato che maggiormente salta agli occhi è quello che riguarda i provvedimenti di espulsione emessi (il confronto è tra i numeri al 31 marzo 2018 e quelli al 31 dello stesso mese di quest’anno) che è passato da 54 ai 253. Stiamo parlando di cittadini stranieri non in regola con le norme sull’immigrazione e che sono pericolosi dal punto di vista dell’ordine pubblico». Stranieri pluripregiudicati, arrestati più volte sempre per reati gravi e poi espulsi.
La prevenzione paga, a Pisa, come nel territorio. «L’avere previsto più attività mirate in determinati contesti, sempre dirette dalla Procura ha portato a buoni risultati. Ritengo di poter dire che in questa città c’è un livello di sicurezza accettabile. Ovviamente questo non sarà per noi un punto di arrivo, continueremo a lavorare. E lo faremo andando incontro alle richieste dei cittadini». Insomma, c’è ancora moto da fare sulla sicurezza percepita, per convincere i cittadini che non lo fanno a denunciare, sempre, qualsiasi tipo di reato. La tendenza a non denunciare, dovuta a un senso di sfiducia nella giustizia, potrebbe incidere sul calo dei reati.
Pisa, in particolare, ma anche la provincia sono realtà che richiedono costanti servizi per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, specialmente durante iniziative politiche (una delle più recenti, di un certo impegno, è stata quella per l’apertura di una sede di Casa Pound a Pontedera), sindacali, ma anche dei gruppi anarchici (l’ultima sabato scorso a Pisa) o antagonisti, oltre a quelle sportive. «Questo richiede un grande impegno, abbiamo garantito lo svolgimento in sicurezza di centinaia di manifestazioni, gestite sempre con ordinanze ad e di concerto con la Prefettura oltre che con le altre forze di polizia. Anche l’ordine pubblico impegna un gran numero di forze. Non si sono stati danneggiamenti o situazioni particolari, anche questo è un dato da considerare positivo». Nell’ultimo anno sono stati riorganizzati i servizi nei quartieri considerati più a rischio, come quello della stazione ferroviaria. «La sicurezza si può dare anche presidiando le zone più “calde” dal punto di vista delle problematiche di criminalità. Lo abbiamo visto anche con l’operazione “Cavalieri 2018”, in cui abbiamo fatto contare più della quantità la ripetitività del reato, il contesto in cui avveniva lo spaccio alla stazione, abbiamo così fermato più di 20 spacciatori. Abbiamo dato un bel segnale». –
Sabrina Chiellini
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