Il Tirreno

Pisa

Pisana minacciata con il ricatto online del finto video hard

Roberta Galli
Pisana minacciata con il ricatto online del finto video hard

Si è vista recapitare una mail in cui le chiedevano 500 euro per non rendere pubbliche le immagini di un filmato porno e della donna che lo starebbe guardando

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PISA. «Paga o sveliamo che guardi video hot». La truffa che arriva via mail, con tanto di richiesta in denaro, per non essere spiattellati pubblicamente sta facendo vittime anche a Pisa. Ad essere presa di mira, gli scori giorni, è stata una professionista cinquantenne che, aperta la propria casella di posta elettronica, si è vista recapitare il messaggio minatorio, con tanto di richiesta estorsiva di 530 euro in Bitcoins da versare entro 48 ore su di un preciso conto per mantenere il silenzio su una non meglio precisata visione di un video porno in rete. . «Sinceramente la mail mi ha stupito – afferma la donna che chiede di restare anonima – soprattutto perché la missiva proveniva da un account di persona a me nota. E con la quale ho scambi di lavoro periodici. Inoltre mi ha colpita che la richiesta fosse stata indirizzata a una persona di sesso femminile. Non essendo poi io frequentatrice di siti particolari, e tanto meno hot, ho fatto un giro in rete e mi sono resa conto che si trattava di una truffa bella e buona, nella quale comunque, sembra, che qualcuno ci sia caduto, e per paura, abbia perfino pagato la somma richiesta».

In effetti la mail recapitata alla professionista pisana non lasciava ombra di dubbio sul suo intento ricattatorio. E a Pisa mail di questo tenore, a quanto pare, ne sarebbero arrivate diverse, tutte contenenti la stessa minaccia, ovvero di essere finiti sotto la lente di ingrandimento di un meccanismo pirata in grado, attraverso un malware, di carpire ogni dato presente nel proprio pc e di essere pronti a renderlo pubblico, compreso un video in cui l’utente (in questo caso la vittima del ricatto) visiona un filmato “hard”.

A chiarire ogni dubbio il messaggio contenuto nella mail. «Non mi conosce e probabilmente si chiede perché ha ricevuto questa mail, giusto? – così iniziava la missiva recapitata alla professionista –. Sono solo qualcuno che ha hackerato i suoi dispositivi qualche mese fa. Le invio questa mail da un account compromesso. Ho installato un malware sul sito web erotico e penso che lei abbia visitato questo sito per divertirsi (capisce cosa intendo?). Durante la visione del video, il suo browser di internet mi ha permesso di accedere alla sua schermatura e alla sua webcam».

Infine il ricatto, senza tanti giri di parole: «Ho creato un video con due schermate. La prima parte mostra il video che ha guardato e la seconda invece la registrazione della sua webcam. Le garantisco che non le darò più fastidio dopo il pagamento perché non è l’unico della mia lista. Non sia arrabbiata con me, ognuno ha il proprio lavoro. 530 euro in Bitcoins sono quindi un prezzo equo per il nostro piccolo segreto. Ha 48 ore di tempo per effettuare il pagamento. Se inaspettatamente non dovessi ricevere i soldi, invierò la sua registrazione a tutti i suoi contatti, inclusi i suoi parenti, colleghi e così via».

Una truffa, orchestrata sicuramente bene, alla quale nei mesi scorsi anche la Polizia Postale aveva messo gli occhi sopra. Essendo mail di questo tenore giunte in diverse parti d’Italia. E per l’occasione sempre la Polizia Postale aveva tranquillizzato gli utenti sull’impossibilità da parte di chiunque di installare un virus in grado di assumere il controllo del proprio computer o tablet, attivando la webcam o rubando dati personali.

«Che posso dirvi? Nella rete a pioggia del ricatto sono finita anch’io. La mail non lasciava dubbi – ha concluso la professionista – ma dopo averla conservata un paio di ore ho buttato tutto con decisione nel cestino, non senza comunque un po’di amaro in bocca, rendendomi conto che oramai le truffe possono correre anche attraverso un semplice messaggio di posta elettronica. Ed arrivare veramente a tutti».
 

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