Attenzione
Partiti da Camp Darby aiuti per il Mozambico
Soccorsi per quasi 2 milioni di dollari dall’aeroporto di Pisa verso il Paese dell’Africa meridionale devastato dal ciclone
Pisa. Coperte, cucine e attrezzature per avviare la ricostruzione dei luoghi devastati del Mozambico. Da Camp Darby partono gli aiuti umanitari per sostenere le città e le popolazioni del paese dell’Africa meridionale colpito dal ciclone tropicale Idai che nelle scorse settimane si è abbattuto sul paese che si affaccia sull’Oceano indiano causando oltre 500 morti, circa 1.500 feriti e migliaia di sfollati.
Il primo carico è partito giovedì scorso dall’aeroporto di Pisa, mentre l’ultima delle quattro spedizioni in programma decollerà mercoledì prossimo. Dalla base militare statunitense saranno inviati soprattutto materiali di prima necessità – dalle cucine da campo alle coperte – ma anche attrezzature per avviare la ricostruzione e impianti per la purificazione dell’acqua. Gli aiuti inviati in Mozambico hanno un valore totale di quasi due milioni di dollari.
A gestire l’operazione è l’Ofda, la sezione di assistenza per i disastri all’estero dell’installazione militare. In totale, a Beira, seconda città del Mozambico, i quattro voli charter organizzati da Camp Darby in arrivo dall’aeroporto di Pisa scaricheranno oltre 2.000 rotoli di teli di plastica, usati prevalentemente per coprire provvisoriamente case e strutture o costruire delle serre, quasi 22.000 cucine e 64.000 coperte di lana.
Con il primo carico, partito già alcuni giorni fa, è stato spedito anche e anzitutto un impianto di purificazione dell’acqua. Questa strumentazione è di importanza fondamentale ed è stata inviata per rispondere all’appello delle associazioni umanitarie a fare il possibile per scongiurare l’emergenza di un’epidemia di colera. Le reti idriche e fognarie hanno infatti subito ingenti danni, contaminando l’acqua potabile.
«Siamo orgogliosi e soddisfatti di portare un aiuto e contribuire a dare una mano a centinaia e centinaia di persone che hanno perso tutto quello che avevano – commenta Alberto Chidini, coordinatore dell’operazione per inviare i materiali umanitari in Mozambico –. Questo spirito di altruismo e queste motivazioni ci permettono di accelerare i tempi della missione e di lavorare a ritmi inusuali per raggiungere al più presto l’obiettivo prefissato: contribuire alla rinascita e a portare aiuti concreti alle popolazioni colpite dal ciclone». –
Danilo Renzullo
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