Il Tirreno

Pisa

Concorso delle polemiche, nei vigili la più brava è una donna: batte gli uomini anche nelle prove fisiche

Danilo Renzullo
Un momento della prova preselettiva del concorso per aspiranti vigili urbani a Pisa (Foto Muzzi)
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Un momento della prova preselettiva del concorso per aspiranti vigili urbani a Pisa (Foto Muzzi)

Francesca Scarpellini vince la prova contestata. Ma resta un dato preoccupante: solo 3 su 26 le vigilesse in graduatoria

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PISA. Le prove fisiche avevano falcidiato la lunga lista delle aspiranti vigilesse. Ma la “rivincita” delle donne è arrivata con la graduatoria finale stilata al termine del concorso pubblico bandito dal Comune lo scorso settembre per l’assunzione a tempo indeterminato di tre nuovi vigili. Una “minoranza rumorosa” quella delle candidate a indossare la divisa della polizia municipale che è riuscita a entrare con solo tre nomi nella graduatoria dei 26 candidati risultati idonei a entrare nel comando di via Battisti, ma è stata capace di conquistare il “podio” della graduatoria. È infatti una donna, Francesca Scarpellini, ad aver ottenuto il risultato più alto nella contestata selezione per rafforzare l’organico della municipale. Le prove fisiche (corsa su un circuito di 1.000 metri e sollevamenti alla sbarra) introdotte per la prima volta da Palazzo Gambacorti in un iter concorsuale, non sono risultate un ostacolo. Anzi.. In “palestra” e sul circuito, la futura vigilessa (entrerà in servizio il prossimo maggio) ha ottenuto il punteggio maggiore tra tutti i concorrenti. Forza e resistenza che, unite alla conoscenza del codice della strada e delle norme applicate ai regolamenti edilizi e commerciali, hanno permesso a Scarpellini di “sbarazzare” anche la concorrenza maschile, ma non mettere a tacere le polemiche di discriminazione che hanno accompagnato la selezione.

«Le prove fisiche hanno escluso molte donne dal concorso, ma anche molti candidati maschi – sottolinea la neoassunta –. Un “test” più difficile per le candidate di sesso femminile, ma non impossibile. Occorreva buona volontà e un minimo di allenamento. Si tratta di prove che, probabilmente, servono a selezionare anche la determinazione dei candidati».

Al concorso - dal quale, è notizia di ieri, verranno attinti complessivamente non solo tre ma 23 vigili entro maggio - avevano risposto 680 aspiranti vigili. Di questi 595 erano stati ammessi alle prove preselettive: quiz a risposta chiusa a cui hanno partecipato 395 candidati, di cui 203 promossi alla successiva prova scritta. Alla prove fisiche, alla fine, erano riusciti ad accedere 72 candidati.

In “palestra” si sono presentati in 57 (33 uomini e 24 donne). Una prova di corsa su circuito di 1.000 metri da coprire in un tempo massimo di 4 minuti e 20 secondi e quattro sollevamenti continuativi alla sbarra in massimo 2 minuti per i candidati di sesso maschile. Mille metri di corsa, ma in un tempo massimo di 5 minuti e 20 secondi, e due sollevamenti continuativi alla sbarra in massimo 2 minuti per le aspiranti vigilesse per poter passare alla prova orale.

Test fisici ritenuti discriminatori verso le donne superati da 25 uomini (il 75%) e solo 3 candidate di sesso femminile.

L’ulteriore “scrematura” delle prove orali ha portato alla formazione di una graduatoria composta da 23 uomini e 3 donne, numero inferiore all’obiettivo prefissato dal Comune di stilare una “classifica” da cui attingere una trentina di agenti entro il 2020. –
 

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