Gioco
Nuovo Santa Chiara, Regione avanti tutta. Rossi: «L’appalto va alla terza classificata»
La Salini-Impregilo subentra alle due aziende escluse dal Tar: «Puntiamo ad aprire il cantiere entro la fine dell’anno»
PISA. Tra i due litiganti il terzo gode. Così ha deciso la Regione che ha provveduto ad assegnare al raggruppamento Salini-Impregilo la gara d’appalto per l’ampliamento dell’ospedale di Cisanello. Il colosso romano si era classificato terzo nel bando, ma si è ritrovato primo dopo la sentenza del Tar che ha annullato l’esito estromettendo le prime due aziende. Si sbloccano dunque i lavori per 430 milioni che consentiranno di liberare definitivamente l’area dell’ex ospedale Santa Chiara a ridosso del complesso monumentale di Piazza dei Miracoli. Salvo, naturalmente nuovi ricorsi, «che in Italia sono sempre dietro l’angolo – ammette il presidente della Regione Enrico Rossi –, ma che non temiamo perché forti del parere dell’avvocatura regionale e dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac, ndr) guidata da Raffaele Cantone».
«Riteniamo di avere seguito la procedura corretta e dato applicazione alla stessa sentenza del Tar», spiega Rossi, ieri a Pisa incontrato i vertici dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup), il rettore dell’università di Pisa, Paolo Mancarella, e i direttori di dipartimento. Il tribunale amministrativo ha di fatto stravolto la classifica della gara d’appalto accogliendo il ricorso principale di Pessina costruzione e quello incidentale di Inso (gruppo Condotte Spa in concordato preventivo). Quest’ultima era accusata di aver “gonfiato” un po’ troppo i requisiti. L’altra di un inciampo formale sull’indicazione dello sviluppatore immobiliare per l’area del vecchio Santa Chiara. La decisione del Tar è stata di estromettere entrambe le società dalla costruzione del policlinico con ambizioni di centro di eccellenza europea. I ricorsi incrociati in pratica hanno alla fine lasciato spazio al terzo classificato. «Ed è quello che stabilisce la sentenza che non ha annullato l’intera gara d’appalto, ma escluso i primi due classificati per irregolarità procedurali», spiega il presidente della Regione.
Dunque l’appalto va alla Salini-Impregilo. La sua proposta era la migliore a livello tecnico, ma anche quella con il minore ribasso. Di qui il punteggio che l’aveva fatta scivolare al terzo posto. Ora torna in pista con un’aggiudicazione che ha lo scopo di non dilatare ancora i tempi per l’apertura dei cantieri.
«Coltiviamo il ragionevole auspicio di vedere finalmente partire il cantiere entro la fine dell’anno – conferma Rossi –. Ora auspichiamo che, espletate le procedure di legge, si possa giungere speditamente all’installazione del cantiere».
Salini-Impregilo è un raggruppamento di imprese con basi solidissime: 35.000 dipendenti nel mondo, ricavi pari a 6,5 miliardi di euro e un portafoglio ordini totale di 34,4 miliardi di euro. Ma l’assegnazione dei lavori all’azienda romana rappresenta un’inconveniente per le casse della Regione: il risparmio ottenuto con l’aggiudicazione a Inso e che sarebbe rimasto anche con Pessina Costruzioni, sarà assottigliato.
Restano comunque dei dubbi in attesa dei ricorsi al Consiglio di Stato delle due aziende escluse dal Tar. Ma Rossi, la Regione e l’Aoup tirano dritto con l’assegnazione dell’appalto alla Salini-Impregilo. «Il mio auspicio – ha concluso il presidente della Toscana – è quello di portare finalmente a compimento un progetto di enorme rilevanza per la Toscana e la città di Pisa avviato da giovane assessore alla Sanità».
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