Il Tirreno

Pisa

assemblea e presidio 

«Fuori la Lega dall’Università di Pisa» Si infiamma il fronte anti Salvini

Consegnato al rettore Mancarella un documento degli studenti: «No a comizi elettorali con i nostri soldi»

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pisa. Il no alla Lega in ateneo è scandito, chiaro e forte, nell’atrio di Palazzo Ricci che non riesce a contenere la quantità di persone che hanno preso parte all’assemblea degli studenti dell’Università di Pisa. Così, perché il messaggio arrivi, forte e chiaro a chi di dovere, le centinaia di ragazzi e ragazze presenti escono dal Palazzo e in corteo raggiungono la sede del rettorato sul Lungarno. Forse il tentativo di entrare e qualche spintone di troppo provocano danni: un vetro rotto della porta di ingresso del rettorato e in frantumi anche un grosso vaso di coccio sulle scale. Unico neo di una protesta pacifica per quanto dura e certamente solo agli inizi. Protesta rianimata dall’annuncio del vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini che ha accolto all’invito del Mut, il movimento universitario Toscano, a prendere parte a un incontro-lezione in ateneo. Non un convegno qualunque ma un incontro “finanziato” dall’Università con i fondi che vengono concessi annualmente dall’ateneo alle attività studentesche.

Ed è su questo punto che il mondo studentesco si infiamma. Almeno quello che ieri ha deciso di trasformare l’assembla in un corteo e in un presidio con striscioni di fronte al rettorato per chiedere al rettore, Paolo Macarella, di impedire «iniziative di campagna elettorale dei partiti in Università, a maggior ragione se finanziate con i nostri soldi» affermano gli studenti. Motivo per il quale è stato chiesto «un supplemento di istruttoria sull’erogazione de dei fondi per le attività studentesche – spiegano i rappresentanti delle numerose Associazioni studentesche presenti ieri in assemblea – anche allo scopo di capire se l’incontro in programma con Salvini si farà prima delle Europee. Se così fosse è possibile revocare i fondi. Vediamo cosa ci risponderà il rettorato».

«Il problema – aggiungono gli studenti – non è tanto la presenza di un esponente politico all’interno della università– Piuttosto è vergognoso l’uso strumentale dei fondi e degli spazi degli studenti per fare campagna elettorale». L’obiettivo degli studenti è trasformare il “caso Salvini” in ateneo in un caso nazionale come suggerisce l’Unione degli universitari – Das Pisa e Sinistra Per. Per questo, intanto, al rettore è stato richiesto un altro momento di discussione con la sospensione delle attività didattiche in tutti i dipartimenti per consentire una maggiore partecipazione degli studenti. «L’università non è lo spazio dove organizzare siparietti elettorali dei partiti ma un luogo vivo ed attivo in cui resiste ancora la libertà degli studenti e delle studentesse a prendere parola e a creare percorsi alternativi alla propaganda di Governo che vuole entrare nei nostri spazi» scrivono sulla propria pagian Fb i rappresentanti di Exploit Pisa. «Basta essere la merce di qualcun altro, basta essere la merce anche della propaganda politica – aggiunge il Collettivo universitario autonomo – Abbiamo dato un ultimatum al rettore Mancarella perché convochi un’assemblea generale dell’Università, con piena sospensione della didattica, per poter prendere parola in ancora di più su una questione che ci riguarda tutti». —

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di Redazione web