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Mattonaia, un’incompiuta da due milioni dialogo aperto con il Diritto allo studio

Francesco Loi

È la cifra necessaria per completare il complesso alle spalle di Borgo Stretto. Il Comune: un intervento che non è previsto

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PISA. Nuovo tentativo da parte del Comune per vendere la Mattonaia. Sono in corso contatti con il Dsu Toscana, l’Azienda della Regione Toscana per il Diritto allo Studio Universitario. Lo ha rivelato la vicesindaco Raffaella Bonsangue (Forza Italia) durante un intervento in consiglio comunale in risposta ad un’interpellanza di Ciccio Auletta (Diritti in comune). «Stiamo cercando con il Dsu una soluzione per l’immobile della Mattonaia», sono state le parole della vicesindaco.

I numeri più recenti non fanno altro che confermare le difficoltà provocate dalla permanenza dell’edificio incompiuto nel piano delle alienazioni. Nel documento allegato al piano triennale dei lavori pubblici si legge infatti: «In riferimento specificamente alla scheda “opere incompiute”, relativamente all’unico intervento risultante come tale, “Fabbricati retro San Michele in Borgo, cosiddetta “Mattonaia”, si segnala che, sulla base delle stime in atti d’ufficio, è stato aggiornato l’importo residuo per il completamento dell’opera, completamento che però, attualmente, l’amministrazione non prevede di realizzare, e che ha inserito nel vigente piano delle alienazioni».

La cifra indicata è di 1.985.328,15 euro. Dunque, quasi due milioni di euro che sarebbero necessari soltanto per completare la costruzione della Mattonaia, anche alla luce delle condizioni di abbandono in cui si trova da tanti anni. Il dialogo aperto con il Dsu per la trasformazione in uno studentato potrebbe essere la soluzione tanto attesa per il complesso alle spalle di San Michele in Borgo.

Nel 1944 quell’area retrostante la chiesa, adibita al tempo a chiostro del convento, venne bombardata e distrutta. Negli anni immediatamente dopo la guerra, in quello spazio tra via degli Orafi, via Vernagalli e via Sant’Orsola venne creata una piazza utilizzata per un certo tempo come parcheggio. I lavori per costruirvi appartamenti e fondi commerciali, mai completati, iniziarono nel 1984 e si sono prolungati tra interruzioni e riprese per diversi anni. Inutili i successivi tentativi di vendita all’asta del Comune per un valore intorno ai tre milioni di euro.

La vicenda della Mattonaia, nei rapporti tra Comune e Dsu, si intreccia con quella per Santa Croce in Fossabanda, altro immobile al quale l’amministrazione deve trovare una sistemazione.

La vicesindaco Bonsangue ricorda contatti con l’Ateneo dell’ottobre scorso a cui avrebbero dovuto seguire approfondimenti. Ma questo non è ancora avvenuto.

Anche il Dsu si era interessato all’ex convento, per il quale però ora sembra più avanti un’interlocuzione con una società che si occupa della gestione di strutture ricettive. In questo caso il Comune manterrebbe la proprietà di Santa Croce in Fossabanda, sottoscrivendo un’intesa per un affitto. —

Francesco Loi

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