Sicurezza
Lo sviluppo della costa toscana? Corre su un binario che ancora non c’è
Alta Velocità, autostrada tirrenica, investimenti aeroportuali al centro del confronto organizzato dalla Cna
il dibattito
«Non abbiamo la strada Tirrenica? Tutta colpa del falso ambientalismo dei governatori di sinistra della Regione Toscana». Lo dice il sindaco Michele Conti all’incontro voluto dalla Cna dal titolo “Uno sguardo al futuro”. Un faccia a faccia non solo istituzionale sulle strategie per lo sviluppo del territorio coordinato dal direttore del Tirreno Luigi Vicinanza che richiama alla memoria del pubblico ospite nella sala convegni della Camera di Commercio articoli di giornale degli anni ‘50 sul tema della Tirrenica che, allo stato dell’arte è e rimarrà a lungo solo su carta. La netta posizione del sindaco, trova sponda inaspettata nel consigliere regionale del Pd Antonio Mazzeo: «Sì. E’ vero - afferma - . Chi ci ha preceduto ha peccato di eccesso di ambientalismo». Il confronto voluto dalla Cna e presieduto da Matteo Giusti, ha affrontato il tema delle infrastrutture viarie, ferroviarie ed aeroportuali e di banda larga nei centri rurali, grazie anche agli interventi del rettore Paolo Mancarella e del presidente della Camera di Commercio, Valter Tamburini. Il problema non è solo la Tirrenica che rimane una chimera bensì l’intero sistema viario e ferroviario della costa toscana. «Va assolutamente prevista una tratta ferroviaria che colleghi la nostra costa a Genova. Siamo fuori dal principale asse ferroviario che collega Milano a Napoli, e quindi è necessario rafforzare l’asse costiero improntandolo all’alta velocità»: dice Tamburini. Vicinanza infatti, aveva poco prima ricordato che Pisa rischia di diventare una «periferia ferroviaria se rimane fuori dall’alta velocità che è l’infrastruttura che ha veramente modernizzato e ravvicinato l’Italia e gli italiani negli ultimi 25 anni». Anche Mancarella è d’accordo, e riporta il caso di quando tutti i rettori italiani furono inviatati a Pisa in occasione delle scuse alla comunità ebraica per gli 80 anni dalla stipula delle leggi razziali. «Dal Sud Italia sono arrivati tutti grazie a collegamenti aeroportuali, dal Nord e Nord Est italiano molti rettori non sono venuti a causa di vecchi o inesistenti collegamenti ferroviari». Ricapitolando: sì all’alta velocità e sì alla Tirrenica così come ci vuole un potenziamento della tratta Pisa-Firenze. Se le strade ferrate arrugginiscono anche l’asfalto pisano rischia di sgretolarsi. «La Fi.Pi.Li – dice Tamburini – è stata progettata anch’essa negli anni ’60. Rischia di diventare una gabbia infernale». Così come manca una tratta autostradale diretta Pisa-Livorno. Se l’asfalto e il ferro sono vetusti, rimane come gioiello di famiglia, l’aeroporto . «L’aeroporto fiorentino è una minaccia o uno stimolo competitivo?» chiede Vicinanza. «La proprietà dei due aeroporti ora è unica – dice Tamburini – e quindi mi auguro che non si facciano la guerra in casa propria. Mi devo e mi voglio fidare degli investimenti che hanno promesso». «Bisogna vigilare affinché i milioni di investimento sui nuovi terminal pisani vengano erogati» commenta Giusti. Non meno rilevante la sfida delle infrastrutture tecnologiche: internet e la banda larga su tutte. «Cosa manca a Pisa per essere la Silicon Valley?»: chiede Vicinanza. «È la visione visione che ebbero Fermi, Faedo e Olivetti nel creare la Cep - commenta Mancarella - ma teniamo conto che ad Asciano dove vivo, internet va a giorni alterni». —
Carlo Venturini
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