La manifestazione
«Il no di Pisa allo Sprar è solo propaganda»
pisa. «La decisione dell’amministrazione di Pisa di uscire dalla rete nazionale Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), non rinnovando i progetti attualmente in corso e gestiti dall'Arci, si inserisce nel quadro delle politiche discriminatorie e antisociali che abbiamo più volte denunciato, a partire dal Documento Unico di Programmazione nello scorso dicembre».
Lo affermano i rappresentanti di Diritti in Comune che contestano la decisione del Comune di uscire dalla rete Sprar. «Le persone coinvolte nei progetti (in tutto 35, tra cui 10 donne e 3 minori) sono titolari di protezione internazionale: si trovano in Italia perché nel paese d’origine erano a rischio di persecuzione, di morte o di trattamenti inumani, anche a causa di conflitti in corso. Un piccolo numero, comunque, che dimostra come il provvedimento della giunta Conti sia soltanto propaganda, sulla scia del triste esempio del Comune di Cascina. Provvedimenti che colpiscono anche gli operatori italiani che lavorano, con elevata professionalità, nel settore dell’accoglienza (11 a Pisa)». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google