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Il leghista trumpista che odia gli omofobi: "Folli e retrogradi, perciò non vado a Verona"
Parla Edoardo Ziello, deputato e assessore al sociale a Cascina. Non parteciperà al congresso mondiale della famiglia. "Per me è quella naturale, ma di revisioni regressive su aborto e diritti civili non voglio sentir parlare. Non è il mio mondo"
PISA. È uno dei leghisti che dice no, uno di quelli che «non vuol sentir parlare di revisione regressiva» delle «conquiste di civiltà epocali». Legge sull’aborto, unioni civili, divorzio e diritti per le coppie gay «non si toccano». Per questo Edoardo Ziello non è andato né andrà a Verona. Ventisei anni, deputato e assessore al sociale a Cascina nella giunta di Susanna Ceccardi, Ziello è uno dei volti ruspisti del Carroccio, una specie di sindaco-ombra per il pisano Michele Conti, al quale ha suggerito tutte le misure anti-migranti e l’ordinanza anti-degrado diventata famosa anche per il fotomontaggio in cui lui appare al posto di Trump con la scritta “Idropulitrici are coming”. Insomma, Ziello è un allievo modello del salvinismo cattivista e sovranista, eppure non andrà al congresso mondiale della famiglia. «No, non è il mio mondo», dice, «ed è folle chi pensa che l’omosessualità sia una malattia».
Ziello, neanche una capatina a Verona?
«No, devo rimanere in Toscana per chiudere gli ultimi accordi in vista delle amministrative. Ma non è il mio mondo, io sono un progressista della Lega. Ma sarei andato volentieri ad ascoltare Matteo Salvini sulle politiche di sostegno alla natalità».
Sì, va bene. Ma a Verona si propugna la difesa della famiglia tradizionale; il sostegno alla natalità dunque solo per le famiglie con madre e padre o anche per famiglie di fatto e single?
«Questo dovrebbe chiederlo agli organizzatori del congresso e non a me, visto che non provengo da quel mondo».
Ma lei che pensa del congresso?
«Idee come sostegno ai nuclei familiari, asili nido gratuiti, alloggi di edilizia sociale alle famiglie in difficoltà e aiuti per l'aumento della crescita demografica ben vengano. Però se si parla di ripensamenti su alcune conquiste sociali e di civiltà epocali, esse non si toccano. Non mi piace sentir parlare di una revisione regressiva e stringente della legge 194 sull'aborto e della legge sul divorzio o quando si vuole incidere sulla libertà di scelta per donne e uomini perché non ne condivido una parola».
Ma due uomini o due donne per lei potrebbero adottare un figlio?
«Per me la famiglia naturale è quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Poi ci sono le coppie di fatto eterosessuali e omosessuali che hanno tutto il diritto di esistere e vivere i propri sentimenti come meglio credono. Rimango contrario alle adozioni di bambini per le coppie dello stesso sesso o al ricorso alla pratica dell'utero in affitto».
Il governatore del Veneto, Luca Zaia, inaugurando il congresso, ha dichiarato "l'omofobia è una patologia". Condivide?
«Non so se si possa adottare una terminologia sanitaria, sta di fatto che l'omofobia è un problema e un certo bigottismo ipocrita ne è un altro, pertanto condivido la posizione di equilibrio del presidente del Veneto».
Be' a Verona c'è chi crede addirittura che l'omosessualità sia una malattia.
«Credo sia folle sostenerlo. Nella Lega sui diritti civili, essendo un grande partito, ci sono sensibilità diverse, ma che non si spingono mai a considerare un omosessuale o una lesbica come malati. Qualcuno scorda gli orientamenti sessuali di alcuni grandi che hanno fatto la storia come Alessandro Magno e Ottaviano Augusto».
Per questo avete ritirato la candidatura di Brini a Pontedera, che disse “ho una famiglia normale, non c’ho gay”?
«Le dichiarazioni di Brini secondo cui una famiglia normale non può avere la presenza di gay sono foriere di un pensiero retrogrado, intollerante e poco sensato. Secondo tale "pensiero" Augusto e Alessandro Magno non sarebbero state persone normali... ogni commento sarebbe inutile come inutile sarebbe stato proseguire con una candidatura caduta nell'imbarazzo più totale come la sua».
Ma nella Lega ci sono gay? E cosa chiedono al partito sui diritti civili?
«Abbiamo tanti iscritti e simpatizzanti gay che ci chiedono normalità, di non cedere al politicamente corretto ma neanche a delle posizioni intolleranti».
Tornerebbe indietro sulle unioni civili?
«Non tornerei indietro. Sarebbe ingiusto togliere dei diritti».
Famiglia tradizionale ok. Poi però Salvini, Meloni e molti altri big che andranno a Verona non sono esattamente esempi perfetti per rappresentare la famiglia tradizionale: separati, con figli ma non sposati... insomma, la fiera dell'incoerenza
«Non posso permettermi di giudicare nessuno. Credo che Matteo ci vada per ribadire la libertà di scelta di tutti e per tutti, uomini e donne e che le conquiste civili e sociali non si toccano».
Anche i diritti delle donne sono nel mirino a Verona. A Pisa da mesi la Lega conferma la fiducia a Buscemi - per cui l'accusa di stalking è solo caduta in prescrizione, non caduta per assoluzione - ma lo fa nonostante una petizione ne chieda la rimozione con oltre 40 mila firme. L'accusa più leggera che vi muovono è di essere un partito maschilista.
«Assolutamente falso. Siamo il partito che esprime più donne in Consiglio Comunale e nella giunta a cui abbiamo attribuito le deleghe più pesanti (sociale e sicurezza). Buscemi deve essere giudicato dal suo operato e non dalle sue vicende processuali nelle quali sta vincendo. Mi preoccuperei di più di alcuni partiti che hanno dei segretari provinciali sotto processo perché non pagano gli alimenti alle proprie ex mogli».
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