Pignoramento per due milioni contro l’amministrazione
Stop alle trattative da parte del Comune dopo la notifica dell’atto di Asbuc Il sindaco fiducioso: «Confidiamo ancora di poter raggiungere un accordo»
Vecchiano. Stop alle trattative tra Comune e controparte dopo la condanna dell’ente risarcire l'Asbuc (amministrazione separata beni uso civico) per 2 milioni e 100mila euro, per la presunta cattiva gestione della ex Cava di San Frediano nel periodo 1995-2005.
Al municipio è stato notificato l'atto di pignoramento presso terzi e relativa citazione.
«Si tratta di una vicenda complessa e lunga, che va avanti da circa 25 anni, su cui sinora era stato trattenuto il massimo riserbo per le trattative legali in corso e che ha portato a quanto avvenuto lo scorso 27 marzo – spiega il sindaco Massimiliano Angori –. L'intendimento della nostra amministrazione è comunque quello di opporsi all'atto di pignoramento attraverso una nuova proposta che i nostri legali stanno elaborando per l'Asbuc di Vecchiano, da proporre al legale della controparte per le valutazioni di quest'ultima».
Nel 1999 Asbuc aveva avviato il contenzioso col Comune di Vecchiano, e nel corso dei vari passaggi giudiziari gli usi civici contestavano all'ente vecchianese la cattiva gestione dei beni di uso civico, dal 1944 al 1995, e soltanto successivamente, in sede di appello del 2015, l'Asbuc ha chiesto di essere risarcita anche per il danno consistente nella mancata esecuzione di interventi di ripristino ambientale della ex cava di San Frediano, nel periodo compreso tra il 31 maggio 1995 e il 31 dicembre 2005, periodo in cui, lo ricordo, la cava era stata data appunto in concessione al Comune di Vecchiano dal Commissario straordinario nominato dalla Regione Toscana. Di qui la sentenza vinta da ASBUC con relativa condanna al pagamento degli oltre 2 milioni di euro per il Comune di Vecchiano, emessa in data 28 marzo 2018. Asbuc ha nel frattempo presentato un proprio progetto di riqualificazione ambientale della ex Cava al Comune di Vecchiano e che lo ha preso in considerazione anche con il supporto di uno studio ad hoc realizzato dal Centro di Geotecnologie dell'Università di Siena, al fine di acquisire l'analisi della sicurezza dei fronti di cava, compresa anche proprio l'ipotesi progettuale di Asbuc per verificarne la reale fattibilità, nell'interesse collettivo della cittadinanza e ai fini della tutela di coloro che vivono in quella zona di territorio.
«Inoltre, proprio in queste ultime settimane, a trattative in corso tra le due parti, come giunta abbiamo mosso i primi passi propedeutici per attivare una procedimento comunale per la valutazione del progetto di Asbuc, procedimento che metteremo a punto attraverso un percorso urbanistico partecipativo – prosegue Angori –. Confidiamo, pertanto, di raggiungere un accordo con la controparte al fine di evitare l'effettivo pignoramento dell'ente». Stasera alle 21 al circolo Arci “La vasca azzurra” di Nodica si svolgerà un'assemblea pubblica sul tema. —
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