Il Tirreno

Pisa

la sentenza 

Prosciolto Buscemi, lui esulta e rimane seduto sulla poltrona di assessore

Pietro Barghigiani

L’accusa: cercò di condizionare una teste. Il giudice: il fatto non costituisce reato. L’attore: «Su di me solo nefandezze» 

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pisa. Avvicinò e parlò con una teste prima del processo in cui era imputato per stalking. Lei sostenne di essere stata quasi minacciata per cambiare la versione che avrebbe riferito in aula. Lui lo ha sempre negato. Un giudice ha stabilito che quel comportamento non costituisce reato.

Alle 12,30 nell’aula gip il giudice Giulio Cesare Cipoletta pronuncia una sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell’assessore Andrea Buscemi «perché il fatto non costituisce reato».

Stesso verdetto per l'attore e regista Emanuele Barresi, 60 anni, di Livorno. In due momenti distinti entrambi avevano parlato con altrettanti testimoni poco prima dell’udienza del 27 marzo 2015 durante la quale in aula sarebbe stati sentiti i testi dell’accusa contro Buscemi.

Il giudice ha accolto le richieste dei difensori, il professore Enrico Marzaduri e l'avvocato Rubina Colombini per Buscemi e l'avvocato Marco Talini per Barresi. Il pm Aldo Mantovani aveva chiesto il rinvio a giudizio di entrambi: Barresi, autore di una telefonata a una collega attrice poi ricoverata con un forte stato depressivo, per violenza privata in concorso; Buscemi per subornazione di teste. Sessanta giorni per le motivazioni.

Per l'accusa, che anche ieri nelle repliche ha ribadito il concetto, si era trattato di una pressione indebita anche con risvolti minacciosi per far ritrattare le due testimoni.

Per il giudice comportamenti in cui non sono state ravvisate ipotesi di reato o dubbi che solo il dibattimento avrebbe potuto chiarire.

Una delle due donne si era costituita parte civile con l'avvocato Maria Concetta Gugliotta.

La sentenza fa piazza pulita di ogni pendenza di Buscemi sul fronte penale. E lo rassicura a livello politico sul mantenimento di un posto in giunta.

Il sindaco Michele Conti avrebbe dovuto valutare l’opportunità di confermare la fiducia a un assessore imputato per un episodio collaterale al processo principale per stalking sulla ex. Un capitolo, quello degli atti persecutori, chiuso come penale con la prescrizione dichiarata in Corte d’Appello.

È in ballo una eventuale responsabilità civile come risarcimento all’ex compagna da discutere sempre davanti ai giudici fiorentini di secondo grado.

Presente in aula e insieme con il coimputato Barresi, l’assessore Buscemi commenta il verdetto guardato a vista dai suoi legali: «Grazie a Dio si continua a fare chiarezza su una miriade di autentiche nefandezze dette su di me in questi anni. Cose inverosimili. Sono stato marchiato a vita. Da 6 anni giro per i Tribunali per difendermi da accuse oltraggiose per una persona come me che si è sempre comportata onestamente con tutti e soprattutto con le donne e ho sempre gestito le processi con dignità, serietà e onestà. È tutto finito a livello penale. E ora aspettiamo anche le motivazioni della sentenza della Cassazione». —

Pietro Barghigiani

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