Il Tirreno

Pisa

contestazioni del 2010 

Giro di anabolizzanti in palestra la prescrizione “assolve” tutti

P.B.
Giro di anabolizzanti in palestra la prescrizione “assolve” tutti

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PISA. La prescrizione cancella tutti i reati. Fatti del 2010 sono arrivati a sentenza ieri pomeriggio e il giudice Raffaella Poggi nel prendere atto dei tempi extra large ha dovuto pronunciare una sentenza di «non doversi procedere per l’estinzione dei reati per intervenuta prescrizione».

Si chiude così senza colpevoli il processo, nato da una costola di un filone più ampio, nel quale erano imputate quattro persone. L’accusa più grave era quella di aver fatto entrare nelle palestre un giro di anabolizzanti rubati e di aver prescritto ricette mediche senza averne titolo.

Il pm onorario Massimiliano Costabile aveva chiesto 6 anni per Alessandro Filippi, 57 anni, di Cascina (difeso dall’avvocato Luca Poldaretti); 3 anni per Daniele Macciò, 41 anni, di Pisa (difeso dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Maria Teresa Schettini). Richieste di assoluzioni e non doversi procedere per prescrizione nei confronti di Alessio Marchetti, 34 anni, di Peccioli (Luca Poldaretti) e Alberto Gasperini, 52 anni, di Perignano (Massimiliano Soldaini). Nel primo pomeriggio il verdetto che con la prescrizione spazza via gli effetti penali delle contestazioni mosse ai quattro. È un'inchiesta che nasce nel 2010 con le indagini dei carabinieri hanno preso le mosse da una palestra di Cascina e si sono estese, con centinaia di intercettazioni telefoniche, in una ramificazione diffusa tra i cultori del fitness. Svariati i capi di imputazione riferiti nel rinvio a giudizio, a vario titolo, ai quattro assolti (uno stralcio di una indagine datata) di cui tre istruttori di body building (Filippi, Gasperini e Marchetti): ricettazione, truffa tentata e consumata; falsità materiale commessa dal privato; esercizio abusivo di una professione; sostituzione di persona; falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Gli investigatori dell'Arma nelle informative inviate alla Procura avevano ricostruito un contesto in cui il reperimento e l'acquisto di anabolizzanti era una pratica consolidata. Il passaparola tra gli iscritti alla palestra, dove all'epoca dei fatti lavoravano come istruttori Filippi, Marchetti e Gasperini, riusciva a garantire il risultato. Episodi che a distanza di nove anni non hanno più alcuna conseguenza penale. —

P.B.

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di Redazione web