Il Tirreno

Pisa

Bimba soffocata in classe, assolta l’educatrice

Pietro Barghigiani
Bimba soffocata in classe, assolta l’educatrice

Nessuna responsabilità per l’insegnante di sostegno della piccola che ingerì un pezzo di gommapiuma. Una maestra a processo

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PISA. L’educatrice della coop imputata di omicidio colposo per la morte della bimba di 6 anni alla scuola d’infanzia Agazzi è stata assolta per non aver commesso il fatto. La sentenza del gup Pietro Murano (60 giorni per le motivazioni) è arrivata nel primo pomeriggio dopo una breve camera di consiglio a chiusura degli interventi delle parti. Il pm Giancarlo Dominijanni aveva chiesto una condanna a due anni e mezzo, la parte civile, avvocato Salvatore Salidu, si era associata all’accusa e il difensore, il legale Carlo Porcaro D’Ambrosio aveva terminato la sua arringa invocando il verdetto che poi è stato letto dal giudice.

Una lettura che ha commosso l’imputata, Roberta Castellani, 39 anni, di Sarzana, dipendente della coop Arnera di Pontedera. Per oltre due anni ha convissuto con il peso di una responsabilità contestata dalla Procura per la morte della piccola soffocata in classe con un pezzo di gommapiuma. Una bimba che da anni le era stata affidata e con la quale nel tempo si era stabilito un rapporto che andava oltre l’aiuto in classe. Fin dal primo interrogatorio e poi anche davanti al giudice nel corso del processo con rito abbreviato, la 39enne aveva ribadito la sua posizione: «Non ero io in quel momento a dover controllare la bimba. Ci doveva pensare la maestra». L’insegnante in questione, Donatella Polvani, ha scelto il rito ordinario ed è sotto processo per lo stesso reato. Il dramma si consumò la mattina del 2 dicembre 2016. «Non potevo prevedere che la bimba ingerisse la spugna – aveva spiegato l’educatrice di sostegno – perché l’unica cosa che aveva messo in bocca nei due anni in cui mi era stata affidata erano solo dei tovagliolini di carta. Nel momento in cui ha ingerito la gommapiuma doveva essere la maestra (Polvani, ndr) a guardarla, non io. Anzi, lei proprio per evitare quello che poi è successo, doveva stare attenta che nell’aula non ci fossero cose pericolose con cui la piccola potesse venire a contatto».

Nei confronti dell’educatrice la Procura muoveva una contestazione omissiva realizzata attraverso una disattenzione involontaria dagli effetti fatali. Di sicuro passarono secondi fondamentali dal momento dell’ingestione del corpo estraneo all’intervento di salvataggio. Istanti durante i quali nessuno si rese conto di cosa si era innescato. Castellani si era allontanata di pochi metri avvisando la maestra. Uno degli aspetti riguarda le dimensioni del pezzo ingerito dalla bimba senza essere vista dalle insegnanti. Secondo la relazione consegnata dal medico legale, la porzione del corpo estraneo finito e rimasto in gola fino al soffocamento dell’alunna, sarebbe stata ragionevolmente grande da aver portato la bimba a masticarlo più volte. Quindi il tempo trascorso senza essere accudita non sarebbe stato limitato a pochi secondi. In quel vuoto temporale si crearono le condizioni per la tragedia per la quale, secondo il giudice, Roberta Castellani non ha alcuna responsabilità. —




 

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