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Pisa

Il progetto 

Una navetta porterà i turisti da piazza Manin ai musei dei lungarni

F.L.
Una navetta porterà i turisti da piazza Manin ai musei dei lungarni

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PISA. Mentre si aggira per le sale del Museo di San Matteto, il ministro Bonisoli sussurra: «Me ne avevano parlato bene, ma è meglio di quanto mi aspettavo». Proprio quello che sperava di sentirsi dire il sindaco Michele Conti, che con Bonisoli ha avuto un incontro riservato, alla presenza del prefetto Giuseppe Castaldo.

«Ringrazio il ministro - dice Conti - per l’attenzione che ha voluto dedicare alla nostra città con questa gradita visita, durante la quale abbiamo avuto l’opportunità di svolgere un proficuo confronto sul percorso da intraprendere per valorizzare i molti beni culturali che abbiamo a Pisa, a partire dai tesori custoditi al Museo di San Matteo».

«Nel corso dell’incontro ho spiegato al ministro - prosegue Conti - che la nostra amministrazione sta lavorando concretamente al progetto che abbiamo chiamato “Pisa oltre la Torre” mettendo in campo azioni per attirare una parte dei milioni di visitatori di Piazza dei Miracoli verso il centro ed i lungarni, dove insistono musei e gioielli che devono essere conosciuti e valorizzati. Ho condiviso con il ministro la necessità di agire sulla mobilità, magari pensando ad un bus turistico che compia senza sosta il circuito che va da piazza Manin al centro, con una sosta direttamente davanti al Museo di San Matteo. Ho ovviamente fornito la massima disponibilità al ministro nel cercare forme di collaborazione per promuovere unitariamente il circuito dei musei cittadini».

Una promozione e valorizzazione che passano necessariamente dal potenziamento del personale nelle strutture (al pari della Certosa di Calci) penalizzate dalla carenza di addetti e costantemente oggetto di critica per le aperture a singhiozzo. «La situazione di Pisa - dice Bonisoli - non è diversa da quelle delle altre città. Per risolvere il problema abbiamo messo in campo il più grande concorso che ricordi, con l’obiettivo di assumere a livello nazionale 3.600 persone, con un primo lotto di 1.500 entro la fine di quest’anno. I fondi ci sono e le procedure sono cominciate. Finora i musei di un certo livello, come questi pisani, sono stati relegati in una sorta di seconda fascia senza avere le attenzioni che meritano. Ora è il momento di cambiare passo e registro». —

F.L.

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