Sicurezza
«Un Capodanno più sobrio»
«Una manifestazione nel solco della tradizione. Le gente che ha affollato le piazze dimostra che la strada intrapresa è quella giusta»
PISA. «Un Capodanno Pisano sobrio che ha recuperato il suo valore storico e culturale nel solco della tradizione. Le gente che ha affollato le piazze sabato e domenica e che era presente in Cattedrale dimostra che la strada intrapresa è quella giusta». Nelle parole dell’assessore alle manifestazioni storiche Filippo Bedini il suo giudizio positivo del primo appuntamento legato alle rievocazioni organizzato dalla nuova amministrazione comunale.
Un taglio netto con il passato, a cominciare dalla rinuncia ai fuochi di artificio sui lungarni, per riscoprire l’essenza della manifestazione intesa come valore identitario di una città. «La data del 25 marzo è un simbolo che i nostri avi hanno scelto - dice ancora l’assessore - ed intorno a questo significato è giusto costruire l’identità di Pisa e dei suoi cittadini. Per questo abbiamo voluto incentrare queste celebrazioni proprio sul valore storico del Capodanno. Una scelta che la gente ha apprezzato a giudicare dal successo di iniziative come quella a Giardino Scotto o dalle piazze piene domenica durante le esibizioni degli sbandieratori».
Il ritorno in Cattedrale ha contribuito a riscoprire anche il carattere religioso della ricorrenza. «Senza alcun dubbio - sottolinea Bedini -. Non a caso il clima all’interno del Duomo era consono all’evento, senza tamburi e chiarine che negli anni passato avevano causato giusti malumori. La cerimonia è tornata in Duomo recitando anche il “Salve Regina” per un giusto momento di raccoglimento. Un’occasione per tanti pisani di riscoprire le proprie radici attraverso la cultura e le tradizioni storiche. Voglio infatti ricordare, tra le altre cose, la conferenza “Pisa nel Trecento. Una città in crisi” di Alma Poloni, il concerto degli Herpes “Il tempo di Pisa” e le “Riflessioni in vernacolo pisano” a cura del Crocchio Goliardi Spensierati. Un valore aggiunto che crediamo di aver portato al Capodanno 2020».
Una cerimonia sobria che ha voluto dire anche un risparmio economico non indifferente rispetto alle passate edizioni. «Sicuramente questo non è l’aspetto determinante, ma nemmeno da sottovalutare - conclude l’assessore alle manifestazioni storiche -. Noi siamo amministratori e dobbiamo quindi gestire il bilancio individuando priorità e mantenendo equilibrio. Negli anni passati, per quanto riguarda le manifestazioni storiche, si era scelto di investire nei fuochi e poi si lasciava che la biancheria della Luminara si rovinasse o si tenevano nei magazzini i costumi del Gioco del Ponte perché in condizioni precarie. Oggi riusciamo ad organizzare un Capodanno all’altezza della città e trovare ad esempio anche i soldi per restaurare i costumi: dopo quelli presentati sabato, ne saranno restaurati altri 25». –
D.B.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google