Il Tirreno

Pisa

I nodi dei beni culturali 

Il ministro: le bancarelle mai più in piazza Duomo

Francesco Loi
Il ministro: le bancarelle mai più in piazza Duomo

Alberto Bonisoli (M5S): si lavori ad un’alternativa. Confronto aperto con il sindaco anche la soluzione temporanea sarà al Santa Chiara. Ma resta l’incognita bando

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PISA. «Non voglio più vedere le bancarelle in Piazza dei Miracoli». L’affermazione, senza possibilità di replica, è firmata direttamente dal ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli (Movimento 5 Stelle). Se questa era la speranza reale degli ambulanti, i programmi sono da cancellare e da riscrivere. Bonisoli ha parlato dal Museo di San Matteo, prima tappa di una due giorni pisana. Oggi sarà proprio in zona Duomo, nella sede dell’Opera Primaziale, l’ente che gestisce i monumenti della piazza. «Ma non affronteremo certo il tema delle bancarelle», dice il ministro segnando ulteriormente il suo distacco dall’argomento. «Sarò semmai all’Opera della Primaziale per festeggiare il fatto che siamo riusciti a salvare la Torre pendente. È stato svolto un lavoro fantastico, al massimo livello possibile».

Quando torna sul nodo bancarelle, il ministro scomoda persino la Bibbia: «Non vorrei essere al punto in cui Esaù vende il diritto della primogenitura al fratello Giacobbe per un piatto di lenticchie, disprezzando così la benedizione di Dio e l’eredità di suo padre Isacco». Ribadisce: «In un mondo moderno, in una visione moderna della piazza, le bancarelle non ci possono essere. I turisti che vogliono comprare quel tipo di oggettistica lo potranno fare in un altro luogo. Ci saranno tempi e modi per trovare una soluzione che possa andare bene. Abbiamo avviato un percorso confrontandoci con il sindaco e alla fine si arriverà ad una decisione che credo sarà il più possibile condivisa».

La posizione del ministro non sorprende. È la stessa che il sovrintendente Andrea Muzzi sostiene da sempre e dalla quale non si è mai spostato. Erano stati esponenti della Lega puntando sul ministro del Turismo Centinaio, in una sorta di derby di governo, a portare avanti le richieste degli ambulanti, a cominciare dall’ipotesi delle Ape Piaggio trasformate in bancarelle mobili. Ma il ministro pentastellato è e resta di tutt’altro avviso. E anche un altro leghista, il sindaco Michele Conti, si sta indirizzando sul piano B. Una svolta che ha iniziato ieri ad approfondire con Bonisoli.

L’ipotesi di Conti è che, togliendo prima o poi le bancarelle da piazza Manin, queste avranno aree dell’ospedale Santa Chiara come approdo sia temporaneo che definitivo. «Quello definitivo ormai è noto», dice Conti riferendosi alla zona cosiddetta Umi1, che coincide con l’ex pronto soccorso. Ma anche la soluzione transitoria è nel vecchio ospedale, anche se in un’altra ala che il sindaco non svela.

Di sicuro, ha seguito con particolare attenzione quanto dichiarato dal presidente della Regione, Enrico Rossi, a proposito del tentativo di sbloccare dallo stallo il bando per la costruzione della parte mancante del polo ospedaliero di Cisanello che si porta dietro il trasferimento definitivo, con chiusura, del Santa Chiara. Evidentemente, prima si liberano alcuni spazi e prima le bancarelle lasceranno piazza Manin. I tempi? «Speriamo ridotti», confida il sindaco. —

Francesco Loi

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