Sicurezza
Dopo quattro anni torna il raggio di sole E Pisa è già nel 2020
A mezzogiorno la luce è entrata dalla finestra Aurea della Cattedrale andando a colpire la mensola sopra il pergamo di Giovanni Pisano
«A maggior gloria di Dio, e invocando l’intercessione della Beata Vergine Maria e di San Ranieri nostro Patrono, salutiamo l’anno 2020». Dopo quattro anni di assenza Pisa è tornata a festeggiare il suo Capodanno in cattedrale con la cerimonia del raggio di sole e la tradizionale frase allo scoccare di mezzogiorno pronunciata dal sindaco Michele Conti. L’ultima volta era stato nel 2015, ma in quell’occasione il cielo grigio impedì al raggio di penetrare dalla finestra Aurea e colpire la mensola sopra il pergamo di Giovanni Pisano. In una splendida giornata di sole il gonfalone del Comune di Pisa è arrivato in Duomo scortato da un corteo di figuranti delle Repubbliche Marinare e del Gioco del Ponte, e dal Consiglio degli Anziani. Ad attenderli sotto l’altare i rappresentanti istituzionali (dalla Regione alla Camera di Commercio), quelli dei Comuni della provincia, le autorità militari e le associazioni combattentistiche.
Una cerimonia sobria, in linea con la scelta dell’amministrazione comunale ed in particolare dall’assessore alle manifestazioni storiche Filippo Bedini; pochi quindi i figuranti all’interno della cattedrale, più raccoglimento, banditi tamburi e trombe. Solo un applauso ha suggellato l’ingresso di Pisa nel 2020. Tanti i pisani che sono tornati per questo evento in Piazza dei Miracoli nonostante il giorno lavorativo. Tanti i turisti che hanno accolto con curiosità questo fuori programma. Una particolarità, quella del Capodanno Pisano, che rende la nostra città diversa rispetto alle altre della Toscana che a loro volta celebrano la ricorrenza (a cominciare da Firenze).
Mentre per i fiorentini ed i senesi, ad esempio, l’anno cominciava in ritardo di due mesi e 25 giorni rispetto al computo moderno, a Pisa si anticipava di 9 mesi e 7 giorni: ecco quindi che noi siamo già nel 2020 e gli altri ancora nel 2019. Il primo documento datato che attesta l’Anno Pisano ab Incarnatione Domini (o Christi) risale al 985. Un calendario che rimase in vigore per secoli anche nelle terre appartenenti alla Repubblica di Pisa: la costa tra Portovenere e Civitavecchia, Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Corsica, Sardegna, Baleari, Gaeta, Reggio Calabria, Tropea, Lipari, Trapani, Mazara, Tunisia, Algeria, Egitto, Palestina, Siria, la città di Azov (nel Mare omonimo, sulla foce del fiume Don) e Costantinopoli. Tutto questo fino al 20 novembre 1749, giorno in cui il Granduca di Toscana Francesco I di Lorena ordinò che in tutti gli stati toscani il primo giorno del gennaio seguente avesse inizio l’anno 1750.
Le celebrazioni hanno visto anche una serie di eventi collaterali, a cominciare dai cenoni organizzati dai ristoranti del centro storico di Confesercenti e Confcommercio. Grande festa anche per gli Amici di Pisa che all’Hotel Duomo hanno festeggiato insieme al Capodanno il traguardo dei 60 anni di attività. Sono intervenuti, tra gli altri, insieme al presidente dell’Associazione degli Amici di Pisa Stefano Ghilardi, la professoressa Maria Ceccarelli Lemut, la vicesindaco Raffaella Bonsangue e il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai. –
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