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«Difficoltà negli organici destinate a rimanere»

Sabrina Chiellini
«Difficoltà negli organici destinate a rimanere»

Il capo della polizia Gabrielli ha comunque evidenziato che con le ultime tre leggi di bilancio la tendenza si è un po’ invertita

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PISA. «Viviamo una stagione di difficoltà destinata a continuare, anche se le ultime tre leggi di bilancio hanno invertito la tendenza». Lo ha detto il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, durante una lectio magistralis che ha tenuto alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Gabrielli è poi entrato ancora di più nel dettaglio, rispondendo alle domande sui temi della sicurezza in città e su un eventuale potenziamento degli organici della questura e delle forze di polizia in generale.

«Dieci anni fa – ha spiegato Gabrielli – l’organico della polizia era fissato a 117. 000 unità e noi eravamo 98. 000. Poi, invece di ricalibrare le forze si è preferito abbassare l’organico a 106.000. Per fortuna negli ultimi anni qualcosa è cambiato: prima il governo Renzi ha sbloccato il turn-over e ora il ministro Matteo Salvini ha reso possibili nuovi concorsi. Ma per formare un poliziotto ci vuole tempo, le difficoltà non mancheranno». I bisogni e le dotazioni organiche delle questure, dunque, si scontrano con la carenza del personale. E Pisa non si sottrae a questa tendenza. «Più che seguire le richieste dei potentati di turno, abbiamo preferito affidarci ad un studio preciso e calcolare le necessità delle varie realtà territoriali. Crediamo di avere trovato un metodo intelligente, affidandoci ad un algoritmo, per calibrare gli organici in base alle esigenze».

Non pare esserci dunque uno spiraglio per il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine a Pisa e provincia. Tuttavia, l’insicurezza percepita, strettamente legata alla criminalità diffusa, è quella che dà maggiori preoccupazioni. Sulle risposte Gabrielli è chiaro: «Il nostro compito è quello di saper ascoltare e di intercettare i bisogni delle comunità che ci vengono affidate». Secondo Gabrielli, non si può valutare una realtà solo dalle statistiche, che rivelano un calo diffuso dei reati , «perché la criminalità diffusa c’è e impatta sulla vita delle persone».

L’accordo con la Scuola Sant’Anna va nella direzione di ampliare la rete delle conoscenze sui temi dell’etica e della sicurezza. «Il protocollo firmato con la Sant’Anna ci consente di affinare le nostre competenze».

L’intervento del capo della polizia era stato organizzato infatti in occasione della firma tra la Scuola Superiore e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno. Un protocollo di collaborazione - è stato siegato - su modelli relativi agli aspetti dell’etica pubblica e istituzionale, per promuovere iniziative dedicate all’etica per le istituzioni, alla cultura della legalità e ai profili della dimensione etica e deontologica del pubblico funzionario della polizia e, più in generale, dell’amministrazione della pubblica sicurezza. Un modello per attuare il nuovo quadro di regolazione dedicato alla Polizia di Stato e orientato al rafforzamento della cultura dell’etica nelle pubbliche amministrazioni. L’appuntamento è stato aperto dal rettore Pierdomenico Perata e introdotto dal professor Alberto Pirni. —

Sabrina Chiellini

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