Toscana
Annullato dopo una denuncia l’evento alle Officine del Leningrad Caffè
A mettere in dubbio l’opportunità della manifestazione l’ex sindacalista della polizia Claudio Meoli e la serata salta
pisa. Doveva essere la festa del riscatto, ma la “denuncia” sui social network su un presunto uso inappropriato di uno spazio nato per valorizzare il patrimonio storico e culturale della città costringe gli organizzatori a fare un passo indietro. Da una parte la voglia di divertimento e di portare avanti le attività che un’ordinanza comunale ha silenziato. Dall’altro il “grido di allarme” di un cittadino “preoccupato” per l’orario prolungato della festa e del possibile abuso di alcool.
Il Leningrad Café è costretto ancora una volta a spegnere le casse e a rimandare nuovamente il desiderio di aggregazione e buona musica di tanti giovani. Dopo il provvedimento di Palazzo Gambacorti di alcune settimane fa, che ha vietato qualsiasi attività sonora all’interno dello storico locale di via Silvestri (nonostante i lavori di adeguamento degli spazi e la realizzazione delle opere di insonorizzazione richieste), il Leningrad ha deciso di trasferire altrove quei decibel che in circa vent’anni hanno fatto ballare e divertire migliaia di persone e rappresentato il punto di partenza per decine di artisti che si sono affermati sulla scena musicale nazionale ed internazionale.
L’appuntamento di venerdì scorso, previsto alle Officine Garibaldi, avrebbe dovuto inaugurare “iostocolLenigrad”, una sorta di campagna a sostegno dello storico locale e per cercare di non mettere la parola fine sulle attività che hanno contrassegnato gli ultimi due decenni della vita musicale e culturale cittadina. «Una classica festa con musica, alcool e tanta presa bene. Ci spostiamo da casa ma non perdiamo la nostra energia», l’invito a partecipare all’iniziativa prevista dalle 22 alle 2.30.
Una segnalazione alle autorità competenti e un post su Facebook hanno però costretto gli organizzatori ad annullare l’evento per non meglio precisati “motivi di ordine pubblico”. Autorizzazioni, buttafuori e un servizio di controllo non sono bastati. «Le Officine Garibaldi sono un luogo nato da uno dei progetti Piuss che grazie a fondi comunitari-regionali, mette insieme iniziative per valorizzare il patrimonio storico e culturale della città, risultato di un investimento complessivo di 8 milioni di euro - scrive su Facebook l’ex poliziotto già sindacalista del Silp Claudio Meoli -. Sono certo che la festa è stata regolarmente autorizzata dalle autorità competenti, che i locali sono sicuri e che quindi l'incolumità dei nostri ragazzi è garantita, ma mi chiedo se sia compatibile la destinazione d'uso delle Officine Garibaldi con una festa, in cui si consuma alcool, che come le discoteche termina a notte inoltrata». —
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