In piazza 5mila ragazzi e bimbi «per il futuro del pianeta Terra»
Il primo sciopero globale contro il negazionismo climatico: i giovani ecologisti ed ambientalisti invadono il centro città
In 5.000 per il futuro: «Non abbiamo visto la Terra nascere, ma rischiamo di vederla morire». Sono giovani, ecologisti ed ambientalisti. Studiano, si informano e scioperano. Si ribellano a una visione del mondo che definiscono anacronistico e rivendicano azioni per rimediare ai disastri passati e quelli ancora in atto. È nelle mani di un bambino di 10 anni il simbolo del primo sciopero globale per il clima che a Pisa ha portato in piazza quasi cinquemila persone.
Un piccolo mappamondo di carta agganciato a un filo e sostenuto da una lunga asta di bambù. Così appare la Terra agli occhi dei manifestanti: appesa a un sottilissimo filo che rischia di spezzarsi da un momento all’altro. Un futuro incerto, legato alle volontà dell’uomo: «Può decidere di sostenerla cambiando rotta o continuare a far finta di niente e a infliggere colpi che alla fine si riveleranno mortali», dicono i tanti ragazzi che, affiancati da docenti e da decine di comitati, collettivi, sindacati e organizzazioni ambientaliste, sono scesi in piazza per contrastare il “negazionismo climatico” e far venire a galla quell’emergenza finora nascosta.
Generazione green
È la gioventù “green” che da novembre manifesta per chiedere ai grandi del mondo di rispettare gli accordi internazionali che hanno sottoscritto prevedendo il dimezzamento delle emissioni di Co2 entro il 2030. Sono i ragazzi dei “Fridays for future”, i venerdì per il futuro, che seguendo l’esempio dell’attivista 16enne svedese Greta Thunberg, ogni venerdì scioperano per sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti climatici. Attivismo sfociato ieri in una mobilitazione mondiale che a Pisa ha trovato anche il sostegno di alcuni istituti scolastici.
Assenti giustificati
Il liceo scientifico Dini ha stabilito che l’assenza da scuola “per manifestazione” non verrà conteggiata sul monte ore finale dei singoli studenti (che devono comunque giustificare l’assenza). «Le politiche ambientali devono iniziare ad avere l’attenzione che non hanno mai avuto», dice Bruno Fracasso, 20 anni, studente di biologia e promotore degli scioperi pisani, i primi che si sono svolti in Italia.
La manifestazione
«Se il clima fosse una banca i ricchi l’avrebbero già salvato», recita uno degli striscioni che aprono il corteo che da piazza XX Settembre si è snodato sui lungarni e nelle strade del centro fino a piazza Santa Caterina. «Salviamo il pianeta» l’invito replicato su centinaia di cartelli che hanno colorato la manifestazione, apartitica e apolitica. «Parliamo con tutti – prosegue Fracasso –, ma nessun partito per il momento ha proposto azioni concrete per l’ambiente. Le nostre tematiche sono inconciliabili con le politiche dei partiti sovranisti. Il Pd ci appoggia, ma per ora sono solo parole visto che sostiene la Tav e le grandi opere che avranno un grande impatto sull’ambiente. Il Movimento 5 Stelle è l’unico che ha posto le tematiche ambientaliste, ma le sue azioni al governo sono in contraddizione con quei valori. Non è solo un problema di governo, ma anche di amministrazioni locali: quella pisana, a esempio, non ha previsto alcuna misura a favore dell’ambiente».
Le mobilitazioni future
Una battaglia, quella contro i cambiamenti climatici, che la prossima settimana proseguirà con la prima assemblea nazionale del movimento per organizzare le prossime tappe della mobilitazione. «Siamo chiamati ad ammettere le nostre colpe e quelle dei nostri padri, ma questo non basta – concludono i manifestanti –. Lo scintillate benessere sta portando al collasso dell’ecosistema e in questo siamo tutti coinvolti. Possiamo però scegliere di non essere più complici». –
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