Italia
Elezioni Cesvot, centinaia di associazioni coinvolte
Stamani l’assemblea e il voto per eleggere i componenti del direttivo pisano. Gelli: «Grande occasione di confronto»
pisa. Il Cesvot rinnova le sue squadre delle delegazioni territoriali e per la prima volta all’assemblea e al voto sono invitati, oltre alle associazioni di volontariato, gli enti che hanno volontari e sede sul territorio e che risultino iscritti ai registri regionali delle associazioni di promozione sociale e delle cooperative sociali oppure all’anagrafe onlus della Toscana.
L’invito a partecipare all’assemblea, stamani dalle 10 alla Stazione Leopolda, è quindi esteso a tutte le realtà del terzo settore dell’area pisana: alle 298 associazioni di volontariato, alle 303 associazioni di promozione sociale, alle 28 cooperative sociali e ai 139 enti iscritti all’anagrafe delle onlus. Il nuovo direttivo della delegazione pisana del Centro Servizio per il Volontariato della Toscana avrà il compito di individuare le esigenze del territorio pisano contribuendo alla definizione degli indirizzi e degli obiettivi del programma annuale di attività del Cesvot, impegnato a dare servizi gratuiti per promuovere, sostenere e sviluppare il volontariato in Toscana. L’assemblea eleggerà 18 componenti del direttivo, di cui almeno 10 espressione di organizzazioni di volontariato. Ogni votante potrà esprimere fino ad un massimo di 16 preferenze.
«Si tratta di una grande occasione di confronto per tutto il nostro mondo – commenta Federico Gelli, presidente Cesvot – perché per la prima volta si apre non solo a tutte le associazioni di volontariato, ma anche alle cooperative sociali, alle associazioni di promozione sociale e alle onlus che potranno votare per eleggere i loro rappresentanti nelle delegazioni di Cesvot. Uno straordinario esercizio di democrazia che assume un significato ancora più importante proprio perché avviene in una fase in cui c'è chi pensa che la mediazione delle rappresentanze sociali possa essere superata dalle istituzioni politiche. Siamo un mondo reale e non artificiale perché tutti i giorni costruiamo con i fatti un diffuso welfare di comunità per persone che altrimenti rimarrebbero fuori dalla protezione pubblica. Il nostro futuro insomma dipende da noi, per questo è necessaria la più ampia partecipazione». —
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