Il Tirreno

Pisa

Stazione Leopolda debito estinto Ma il futuro è ancora incerto

Danilo Renzullo

Ieri mattina l’Associazione che gestisce la struttura ha versato al Comune i 103.000 euro del canone 2018

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Il primo traguardo è stato raggiunto con un giorno di anticipo. I gestori della Stazione Leopolda hanno versato nelle casse di Palazzo Gambacorti il saldo del canone accessorio da oltre 103. 000 euro chiesto dal Comune, ma il futuro dell’ex stazione ferroviaria resta ancora un’incognita.

La “difesa” del centro aggregativo e culturale che dal 2002 anima gli spazi di piazza Guerrazzi diventa una mobilitazione cittadina e compatta la sinistra. Seduti ad uno dei 470 posti a tavola, in piedi a gustare un panino o nei dintorni a sorseggiare una birra, mercoledì sera in centinaia hanno risposto all’appello di aderire allo sprint finale di quella che è stata una vera e propria corsa contro il tempo per far fronte alla scadenza indicata da Palazzo Gambacorti e mantenere la gestione degli spazi. Ieri mattina, il versamento ha estinto il “debito” generato dal mancato stanziamento del contributo comunale del 2013 (circa 80. 000 euro), che ha innescato un ritardo di un anno nel pagamento degli affitti.

La cena ha rappresentato il momento conclusivo della campagna “Salviamo la Leopolda”, l’iniziativa di raccolta fondi organizzata dalle associazioni della Casa della Città Leopolda. «La grande affluenza alla cena di sostegno è stata una dimostrazione di concreta e sincera partecipazione alla campagna di raccolta fondi lanciata per rispondere all’ultimatum del Comune», sottolineano i gestori. Piccole e grandi donazioni che sono confluite sul conto corrente e sulla piattaforma di crowdfunding. Se i debiti sono saldati, il futuro è però ancora incerto. Sull’ex stazione ferroviaria, voluta a metà Ottocento dal Granduca Leopoldo II di Toscana, “incombe” la proposta del sindaco Michele Conti di realizzare un mercato al coperto. «Il messaggio emerso dalla campagna di questo mese è chiaro – proseguono i gestori –: la città non vuole perdere la Leopolda e quello che rappresenta. Tantissimi cittadini hanno offerto sostegno, sottoscritto la petizione online e cartacea, donato preziosi contributi e partecipato all’evento conclusivo rendendo possibile ottenere un risultato straordinario, su cui in pochi avrebbero puntato alla vigilia. La cifra richiesta dal Comune è stata raggiunta: raccogliere un importo così alto in un mese rappresenta un risultato prezioso, che mette in risalto le potenzialità aggregative della Leopolda e l’importanza del lavoro svolto dalle realtà associative. Le associazioni della Casa della Città Leopolda si augurano che il Comune possa rispondere positivamente alla richiesta di dialogo in modo da poter approfondire la conoscenza delle funzioni svolte dall’antica stazione ferroviaria e riflettere sulle sue possibilità di valorizzazione e potenziamento».

Una “battaglia”, quella per la difesa della Leopolda come centro aggregativo e culturale, che ha compattato anche la sinistra pisana. Decine gli esponenti politici che si sono ritrovati alla cena di mercoledì sera. Presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori e i consiglieri regionali Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni. «Di fronte ad un Comune che vuole continuare ad impoverire la città, a chiudere gli spazi di aggregazione sociale, a penalizzare le associazioni che tanto hanno fatto per la nostra città, noi ci opporremo in tutti i modi e con tutte le nostre forze – commenta Mazzeo –. L’impegno, la storia e il valore civico di certe realtà non possono essere dimenticati e cancellati a piacimento». –

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