Gioco
Cicloamatore muore nello schianto, l’investitrice accusa un malore
La donna alla guida dell’auto che ha travolto il pensionato è in prognosi riservata. Un testimone: «Ho visto il ciclista volare»
SAN GIULIANO TERME. L’auto procedeva da Pappiana verso Pisa. Il ciclista verso Pontasserchio. Si sono centrati e per il cicloamatore Stefano Ferrini, 72 anni, di Pisa, lo schianto ha avuto un epilogo fatale.
È un dramma che si consuma in un attimo quello avvenuto ieri intorno alle 11,30 all’incrocio tra via Lenin e via Di Vittorio a Pappiana.
Un frazione di secondo che innesca una carambola mortale e provoca un malore da prognosi riservata anche alla conducente dell’auto, una Peugeot, soccorsa e rianimata sul posto.
La vittima è un pensionato, residente a Pisa, conosciuto in città per la sua professione di consulente del lavoro. Vedovo da poco più di un anno e mezzo, Ferrini aveva una grande passione per il ciclismo. Quando il tempo libero glielo permetteva inforcava la bici e i percorsi intorno alla città e verso il litorale erano la sua soddisfazione quotidiana. Per un lungo periodo ha fatto parte anche della Polisportiva Sangiulianese. Un gruppo di amici con cui condividere l’amore per la bici e le escursioni alla scoperta di panorami sempre nuovi e sfide da inseguire. Sempre macinando chilometri e pestando sui pedali.
Nello schianto la guidatrice dell’auto, Maria Antonietta Ragno, 70 anni, di San Giuliano Terme, ha avuto un malore. Cardiopatica, lo choc per l’incidente le ha provocato un arresto cardiaco. È stata soccorsa dal personale inviato dal 118 e poi trasferita a Cisanello dove si trova ricoverata in prognosi riservata. Hanno chiamato anche il figlio che si è precipitato sul luogo dell’incidente e poi ha seguito l’ambulanza al policlinico pisano.
La dinamica dell’impatto mortale è in corso di accertamento da parte dei carabinieri di Calci. Ci sono le immagini della videosorveglianza in zona che potrebbero dare un contributo risolutivo nel ricostruire la sequenza dall’esito fatale per il pensionato pisano. Da stabilire l’eventuale rispetto delle precedenze a livello di semafori rossi o verdi. La signora era troppo scossa per poter dare una versione ai militari che, oltre alla visione dei filmati, aspettano che si ristabilisca per poterla sentire. Lo schianto contro il parabrezza dell’auto e che ha fatto saltare la ruota anteriore della bici, ha avuto un testimone, quasi oculare. Si chiama Luca Farnesi, è un operaio del Comune e in quel momento stava lavorando nell’aiuola lungo la strada.
«Al momento dell’urto ero di spalle rispetto alla scena perché stato raccogliendo l’erba – spiega Farnesi –. Il botto è stato davvero forte, un tonfo secco. Mi sono girato di scatto e ho visto il ciclista in aria, sembrava volasse. Sono corso da lui. Era supino, occhi chiusi. Aveva ancora il caschetto. Ha respirato almeno due, tre volte. Non si è mai ripreso da uno stato di incoscienza evidente». Il 118 ha inviato le ambulanze della Pubblica Assistenza e della Misericordia di Pisa. Lo hanno rianimato anche con il defibrillatore. Inutilmente.
«La donna è scesa dall’auto, era in lacrime – aggiunge l’operaio –. Facevo la spola tra lei e il ciclista. È arrivato il figlio e ha detto che è cardiopatica. Se ne sono occupati altri soccorritori». La salma di Ferrini è stata trasferita a medicina legale in attesa delle decisioni della Procura. —
Pietro Barghigiani
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