Il Tirreno

Pisa

inseguimento TRAGICO 

Muore a 28 anni in fuga dalla polizia: indagato agente pisano

Stefano Taglione
Muore a 28 anni in fuga dalla polizia: indagato agente pisano

L’accusa è omicidio stradale. La vittima, Michael Del Vivo  era a bordo di uno scooter rubato a Pontasserchio

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Un poliziotto indagato per omicidio stradale. È questa la prima decisione della procura di Livorno dopo il tragico inseguimento finito con la morte di Michael Del Vivo, 28 anni, in fuga dalle volanti della questura dopo aver spaccato una vetrata della Baracchina Azzurra di Antignano, rubando il fondo cassa di 150 euro. Un atto dovuto – quello del pubblico ministero che coordina l’inchiesta, Massimo Mannucci – in vista dell’autopsia (dalle 9 di stamani). Si tratta dell’agente che era alla guida dell’auto lanciata all’inseguimento del giovane, che vedendola arrivare ha proseguito la fuga per le vie di Antignano, finendo la drammatica corsa contromano su una macchina parcheggiata in via Federico Antonio Ozanam.

Il poliziotto – 35 anni, nato a Pisa e residente a Piombino – è difeso dall’avvocato Franco Mugnai, che come consulenti di parte ha nominato il medico legale Luigi Papi e l’ingegner Giovanni Bargagli Stoffi, che si occuperà della parte relativa alla dinamica dell’incidente. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri, che su disposizione della procura hanno sequestrato quattro auto, una delle quali (una Volkswagen Touran) del giurista del Sant’Anna di Pisa, il professor Emanuele Rossi, che l’aveva posteggiata fuori casa e dopo essere stato svegliato alle tre di notte ha trovato la fiancata completamente danneggiata. Sigilli anche al cinquantino, un Piaggio Liberty, rubato da via Marradi e intestato alla farmacista di Pontasserchio Azzurra Macchi, che lo aveva regalato alla figlia sedicenne. Il mezzo è stato utilizzato dal ventottenne per sfuggire alle volanti e ora è completamente distrutto. Qualche giorno fa, la donna, ne aveva denunciato il furto alla caserma dei carabinieri di Pontasserchio, nel comune di San Giuliano Terme, dove abita. Secondo una prima ricostruzione Del Vivo, dopo aver imboccato via Ozanam da via del Littorale, affiancato dalla volante che gli ha intimato l’alt avrebbe prima sbattuto contro un’auto parcheggiata, poi su quella della polizia di Stato e infine su una terza, in cui è rimasto incastrato morendo in ospedale dopo oltre due ore di agonia. Inutile, purtroppo, la corsa al pronto soccorso sull’autoambulanza della Misericordia di via Verdi, con i volontari che lo hanno potuto stabilizzare a bordo solo dopo l’intervento dei vigili del fuoco, che lo hanno liberato dalle lamiere.

In ogni caso, per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, la procura di Livorno ha nominato come periti l’ingegner Domenico Trovato, mentre l’autopsia sarà svolta dalla dottoressa Mariantonia Di Sanzo. Anche i genitori del ventottenne – Massimiliano Del Vivo e Rita Salvi – hanno nominato due legali. Sono gli avvocati livornesi Giorgio Barsanti e Monica Cionini. A loro si sono rivolti per poter individuare un medico legale di fiducia in vista dell’esame autoptico, che si terrà stamani.

Nel frattempo – nell’appartamento dove abitano i genitori insieme al fratello Andrea Del Vivo, in via dei Sette Santi – prosegue il viavai di amici e parenti. Che si stringono al dramma della famiglia livornese, che ha tentato in tutti i modi di salvare il figlio «dal vortice della cocaina», ha spiegato il padre al Tirreno. Il ragazzo, fra qualche giorno, sarebbe entrato in una comunità di recupero della Valdinievole. Ma non c’è mai arrivato, schiantandosi contro un’auto per sfuggire alla polizia. —

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