Il Tirreno

Pisa

triangolo amoroso finito nel sangue 

«Ho avuto paura, non volevo ucciderlo»

Pietro Barghigiani
«Ho avuto paura, non volevo ucciderlo»

Il sottufficiale (per anni alla 46ª) si dice pentito dell’omicidio dell’ex marito della compagna: «Pensavo di averlo solo ferito»

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pisa. «Non volevo ucciderlo. Pensavo di averlo ferito. Mi dispiace, chiedo scusa».

È un uomo consapevole di aver privato della vita una persona, quello che ieri mattina è comparso davanti al gip per l’udienza di convalida di un arresto per un reato da ergastolo: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.

Francesco Ruggiero, 47 anni, sottufficiale dell’aeronautica a Cadimare (Spezia) per una decina di anni alla 46ª Pisa dove ha mantenuto amicizie e legami, al giudice ha voluto consegnare anche parole di pentimento.

«Ho perso completamente la testa, ma non per gelosia. Avevo davvero paura che lei tornasse di nuovo a subire minacce e violenze da parte dell’ex» ha ribadito il 47enne di origine campana.

Lunedì mattina in strada a Spezia ha ucciso Vincenzo D’Aprile, 56 anni, il quasi ex marito della donna con cui aveva avuto una relazione e con la quale, dopo la fine della storia, era rimasto in buoni rapporti. Temeva per sua incolumità.

L’avvocato Maria Concetta Gugliotta ha chiesto gli arresti domiciliari per il militare. Una richiesta formalizzata nel corso dell’interrogatorio al quale Ruggiero si è sottoposto rispondendo e chiarendo alcuni aspetti dell’episodio finito nel sangue ma poi rigettata nonostante il legale sostenesse l’assenza di rischio di inquinamento delle prove, e di pericolo di fuga dal momento che si è costituito dopo gli spari.

«Ruggiero è una persona incensurata, fa volontariato – afferma Gugliotta, legale e criminologa –. Ho depositato anche la dichiarazione del cappellano militare che conferma la natura di buon samaritano del mio assistito. Gli amici e i colleghi si stanno prodigando per far capire chi è davvero Francesco».

L’omicida ha detto di aver preso l’auto a noleggio per seguire la sua ex perché non voleva farsi riconoscere. Se lei lo avesse visto, è il suo ragionamento, avrebbe avuto paura per lui che da tempo si era speso per proteggerla dall’ex coniuge da cui stava divorziando. Vederli insieme gli ha fatto saltare ogni inibizione. Prima il tamponamento contro il Suv di D’Aprile, poi gli spari. Cinque colpi con una Glock calibro 9, tre andati a segno.

«Mi sono sentito minacciato nel vederlo avvicinarsi e ho avuto paura e solo per quello ho sparato» è stata la sua versione. Colpi esplosi quando ancora era seduto al volante. Traiettorie dall’esito mortale. Ruggiero ha sostenuto di aver subìto minacce dall’ex marito della sua compagna. Era turbato al punto da chiedere ai suoi superiori il trasferimento.

Stamani è in programma l’autopsia su D’Aprile. L’avvocato Gugliotta incaricherà un consulente balistico e il professor Marco Di Paolo come medico legale . —

Pietro Barghigiani

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