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il contenzioso 

Sesta Porta, società sotto di 20 milioni Necessaria l’intesa tra Pisamo e l’Ingv

Danilo Renzullo
Sesta Porta, società sotto di 20 milioni Necessaria l’intesa tra Pisamo e l’Ingv

Il sindaco: situazione disastrosa che va messa in sicurezza Il Comune sta pensando all’acquisto di 3mila mq di locali

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PISA. «Una situazione economica disastrosa». Dopo il tentativo nelle aule giudiziarie, potrebbe essere un tavolo di trattative a risolvere l’annoso contenzioso tra la Sviluppo Pisa e l’Ingv per la vendita di un’ampia porzione della Sesta Porta. O, almeno, questa è la speranza dell’amministrazione e della Pisamo, proprietaria al 100% della Sviluppo Pisa, per cercare di risollevare le sorti della società di scopo creata per realizzare il complesso di via Battisti e rivitalizzare le sue casse. «Ci siamo resi conto che la situazione è molto più disastrata di quello che pensavamo», sottolinea il sindaco Michele Conti.

«Sviluppo Pisa – prosegue – deve essere messa in sicurezza il prima possibile per evitare che trascini in una spirale di problemi economici Pisamo e Comune. È una delle peggiori eredità che ci ha lasciato il Pd». Il riferimento è ai conti della società: quasi 20 milioni di debiti, tra un mutuo contratto da un pool di banche (quasi 9 milioni di euro ancora da rimborsare) e 11 milioni da versare nelle casse della Pisamo che, a sua volta, ha “rimandato” il pagamento di parte dei canoni (10,5 milioni di euro) che annualmente gira a Palazzo Gambacorti. Un passivo, quello di Sviluppo Pisa, a fronte di circa 300mila euro annui di entrate, proventi da affitti per la locazione dei locali della Sesta Porta.

«Un indebitamento pazzesco – prosegue il primo cittadino – conseguenza dello sviluppo della struttura ipotizzato dalla vecchia amministrazione e mai concretizzatosi». A pesare è soprattutto l’annoso contenzioso con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’Ingv, che non ha onorato il contratto da 9 milioni di euro stipulato per l’acquisto di locali da oltre 2.100 metri quadrati. «Risulta prioritario definire bonariamente il contenzioso con Ingv – spiega Andrea Bottone, amministratore unico di Pisamo –. Si è concluso il giudizio per il pagamento delle fatture 1 e 2 del 2013 (per un totale di 2,7 milioni), dopo una sentenza con cui il Tribunale ha condannato Ingv al pagamento in favore di Sviluppo Pisa. L’Istituto ha fatto appello e Sviluppo Pisa si è costituita. A partire dallo scorso novembre sono stati frequenti gli incontri e le corrispondenze con Ingv per risolvere il contenzioso, condividendo un percorso che possa portare a una reciproca soddisfazione».

La trattativa si basa su una sorta di rivisitazione del contratto originario: Ingv potrebbe acquistare circa 1.300 metri quadrati di locali per un totale di 5,7 milioni di euro con una dilazione in tre anni del pagamento. Una proposta che, se accettata, potrebbe temporaneamente risolvere i problemi economici di Sviluppo Pisa. Diversamente, solo una ricapitalizzazione potrebbe “salvare” la società.

Il Comune sta inoltre valutando l’acquisto di parte dei circa 3mila metri quadrati ancora liberi della Sesta Porta da destinare all’allargamento degli uffici della polizia municipale e per il trasferimento della protezione civile. «Questa situazione è la dimostrazione che gli amministratori si devono impegnare in atti di indirizzo e controllo e non fare gli impresari edili – conclude il sindaco – Per dieci anni la questione della Sesta Porta è stata rimandata, ma non si può più procrastinare visto lo stato in cui versa l’azienda che rischia di travolgere Pisamo e di creare un danno economico ingente anche al Comune». —

Danilo Renzullo

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