Gioco
Festa goliardica collettiva per più di mille maturandi: salvi i monumenti un po’ meno i giardini
Pisa: non hanno potuto accarezzare la lucertola in bronzo della Cattedrale, ma hanno cominciato tra canti e balli il conto alla rovescia alla maturità
PISA. I più audaci si sfidano nei palleggi con il pallone. Chi è in cerca di “coccole” chiede a turisti e passanti di stampare le labbra sulle proprie guance ed aggiungere un bacio al lungo elenco. Penne e pennarelli vengono “offerti” in cambio di una firma sulle maglie ricoperte da scritte goliardiche, mentre gli smartphone scattano selfie a ripetizione. E per i più scaramantici, i giri del Battistero completano il rito con la speranza di ricevere in cambio un buon voto all’esame. Non è importante cosa o come, l’obiettivo è raggiungere 100. Cento baci, cento palleggi o cento firme. E ancora: cento volte di corsa attorno al Battistero o cento selfie con sconosciuti.
Si è ripetuto ieri mattina il tradizionale rito dei “cento giorni” con migliaia di maturandi che a cento giorni esatti dall’esame di maturità hanno invaso Piazza dei Miracoli. Da tutta la provincia di Pisa e da molte altre zone della Toscana in migliaia (seppur in numeri ridotti rispetto agli scorsi anni) si sono dati appuntamento per il classico rito scaramantico e per cercare, invano, di accarezzare la lucertola di bronzo a due code scolpita sulla porta centrale della Cattedrale, il vero portafortuna secondo l’antica tradizione goliardica.
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Da anni, l’Opera della Primaziale ha però deciso di transennare l’area in occasione dell’appuntamento dei “cento giorni” per impedire agli studenti di toccare il rilievo, usurato nel tempo, sostituito nel rito scaramantico dalla tecnologia e dalla fantasia dei ragazzi, sorvegliati a vista dalle forze dell’ordine.
Una festa collettiva che, tra canti, balli e partite di calcio e pallavolo improvvisate, si è svolta senza arrecare danni ai monumenti nonostante i tanti eccessi, alcolici e non. Unico neo, i prati della piazza semidistrutti dalle migliaia di persone che per ore lo hanno calpestato, a cui l’Opera della Primaziale dovrà far fronte.
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