Gioco
Truffa dei diamanti: oltre ottanta risparmiatori reclamano 2 milioni di euro
Azione legale con l’Adiconsum al Tribunale di Milano per recuperare i soldi persi. Da poche migliaia a 135mila euro, gli investimenti in fumo in pietre preziose
PISA. Il riflesso della pietra li ha folgorati, ma il bagliore di quei diamanti si è però ben presto offuscato.. E quello che all’apparenza sembrava un deposito sicuro per i capitali privati si è trasformato in un incubo. Con centinaia di pensionati, casalinghe ed imprenditori che si affidano adesso alla giustizia nella speranza di recuperare quell’investimento che si è rivelato una truffa.
È un piccolo esercito di risparmiatori pisani, caduti nella trappola del diamante “gonfiato”, che questa mattina presenteranno al Tribunale di Milano le istanze per rivendicare la proprietà delle pietre e, successivamente, il risarcimento per i danni subiti. Centinaia i “truffati” tra Pisa e provincia.
L’Adiconsum ha predisposto 82 pratiche, per un capitale economico investito totale che supera i 2 milioni di euro, che saranno protocollate al Tribunale lombardo ed inserite nella procedura fallimentare della Intermarket Diamond Business spa (Idb Spa), il principale broker italiano di pietre preziose che collocava i diamanti sul mercato tramite il canale bancario, dichiarata fallita lo scorso gennaio. Le richieste partite dal territorio pisano potrebbero essere però centinaia. C’è chi ha investito poche migliaia di euro e chi, come una pensionata pisana di 80 anni, ha collocato quasi 135.000 euro in quello che veniva proposto da alcuni istituti di credito come un rifugio sicuro per il suo capitale. Risparmi di una vita che giacciono nei caveau della società.
Molti risparmiatori hanno infatti scelto di lasciare in custodia all’azienda venditrice le pietre acquistate, come suggerito per motivi di sicurezza. Dopo il fallimento, l’unico appiglio per rivendicarne la proprietà è un contratto di acquisto.
«Per quello che hanno subito i risparmiatori - sottolinea l’avvocato Lia Gagliardi, responsabile dell’Adiconsum di Pisa - sarebbe auspicabile almeno la restituzione delle pietre».
Quello della riconsegna dei diamanti è però solo il primo passo per cercare di recuperare l’investimento. Secondo la Procura di Milano la società Intermarket Diamond Business e la Diamond Private Investment (Dpi), tramite alcune banche, avrebbero proposto ai risparmiatori l’acquisto dei diamanti gonfiando però il valore dei preziosi. Gli investitori avrebbero quindi sottoscritto contratti di acquisto di diamanti che, in media, hanno un valore tra il 20 e il 35% inferiore al capitale investito. È il caso di un pensionato della provincia di Pisa che, a fronte di un investimento di circa 10.000 euro, ha ricevuto un diamante dal valore di poco più di 2.400 euro. A cadere nella “trappola” sono stati centinaia di risparmiatori pisani, ingannati dalle proposte di alcuni istituti bancari che suggerivano l’investimento in diamanti come bene rifugio sicuro. Con valori dei capitali depositati che difficilmente sarebbero andati incontro a svalutazioni e la speranza di un loro graduale aumento trasformato in un miraggio e che potrebbe adesso tramutarsi in una pioggia di contenziosi per cercare di recuperare il valore dell’investimento. —
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