Sicurezza
Confesercenti: «La sovrintendenza non ha poteri»
Simone Romoli, responsabile Toscana nord dell’associazione, attacca il sovrintendente Muzzi «Non può interferire dettando scelte che spettano al Comune»
Pisa. «Il sovrintendente Andrea Muzzi non può intervenire sulla questione delle bancarelle del Duomo prendendosi la licenza di individuare destinazioni alternative e addirittura di scegliere la merce da vendere. Questi sono aspetti di competenza del Comune e non della Sovrintendenza». Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord, torna sulla questione del rientro dei banchi di piazza Manin nell’area monumentale contestando la posizione del sovrintendente.
«Muzzi – dice ancora – fa un po’ di confusione sia sulle proprie funzioni sia sui regolamenti che disciplinano il commercio ambulante. Per questo crediamo sia necessario e urgente che il sindaco Michele Conti come già annunciato, provveda a disconoscere il protocollo firmato dall’ex sindaco Marco Filippeschi, sovrintendente e Regione che vieta il rientro delle bancarelle in piazza dei Miracoli. Da lì si avvii il percorso per un nuovo accordo che tenga conto veramente delle normative in vigore».
Romoli entra nel dettaglio: «Il sovrintendente parla di leggi che impediscono il rientro in piazza. Ma dimentica che l’ultima parola spetta al Comune attraverso il proprio piano del commercio per le attività già presenti. È lo stesso ex ministro Ornaghi a ricordarlo nella sua circolare. Se poi la decisione di Palazzo Gambacorti non sarà gradita, potrà sempre fare ricorso. Non spetta certo a lui indicare una nuova sede. A tale proposito falsa è l’affermazione che le conclusioni del comitato avevano indicato via Pietrasantina come soluzione definitiva».
«Poi la questione della merceologia – incalza Romoli –: non spetta al sovrintendente giudicare la merceologia di un mercato. Comunque anche in questo caso vogliamo tranquillizzarlo perché le leggi già esistono e rimaniamo basiti che il sovrintendente non le conosca. Stiamo parlando del nuovo codice del commercio della Regione il cui articolo 37 parla proprio di tipologie commerciali in caso di posteggi dislocati nei centri storici o in aree aventi valore storico, archeologico, artistico e ambientale. Aspetto per altro già presente nell’attuale piano del commercio del Comune di Pisa. E pensare che nell’ultima riunione del comitato interistituzionale del decoro qualcuno dichiarò che era impossibile disciplinare la merceologia, affermazione che è stata messa anche a verbale».
La conclusione del responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord è: «Mai come adesso siamo vicini ad una soluzione, dopo che la politica ha finalmente messo da parte i pregiudizi. Ridiscutiamo quindi quell’accordo del febbraio 2018, costruito su una conoscenza sommaria delle normative commerciali, alla luce delle novità di queste ultime settimane. Ognuno rispettando i i propri compiti e allargando la partecipazione delle associazioni di categoria». –
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