Sicurezza
Rinasce San Paolo, oggi come 65 anni fa
Il 7 marzo del 1954 la chiesa riapriva dopo i restauri necessari a seguito dei bombardamenti. In tantissimi alla cerimonia
pisa. Era il 7 marzo del 1954: San Paolo a Ripa d’Arno tornava ad essere la chiesa dei pisani dopo i bombardamenti e il lungo lavoro di restauro dell’edificio di culto devastato dalle bombe come tanti purtroppo in città. Un simbolo di rinascita e di speranza. Lo era allora e lo è anche oggi, a quasi sessantacinque anni esatti da quel giorno.
Ieri l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto dopo sette anni dalla chiusura della chiesa a rischio crollo ha celebrato la prima messa. E la chiesa non sembrava grande abbastanza per contenere quanti hanno voluto prendere parte a questo momento festa per la comunità e per la città tutta.
La chiesa era stata chiusa il 6 gennaio del 2012 a causa di cedimenti legati a condizioni di stabilità gravi per l’edificio. «Rischia di crollare» ha detto ieri l’arcivescovo. A una serie di problematiche legate ai materiali e alle tecniche di restauro adottate subito dopo la guerra, per rimediare agli indenti danni dei bombardamenti, si aggiungeva la lenta e inesorabile inclinazione verse la sponda dell’Arno dell’edificio ultramillenario. È stata quindi necessari una preliminare fase di studio e poi l’intervento diretto dagli ingegneri Loriano Crecchi e Claudio Barandoni, con la collaborazione dell’architetto Maria Rocchi dell’Ufficio Tecnico Diocesano. Un intervento particolarmente costoso: quasi 3 milioni di euro di cui si è fatta in gran parte carico la curia con il sostegno della Fondazione Pisa, dalla Cei e della Coop Firenze, insieme ad altri istituti e privati cittadini.
La mobilitazione per contribuire alla riapertura della chiesa è stata grande come grande è stato ieri l’abbraccio della città a San Paolo, dalle istituzioni, alle associazioni, ai singoli cittadini che numerosissimi sono tornati ad ammirarne l’eccezionale bellezza. —
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