Il Tirreno

Pisa

Botte all'asilo nido, il racconto dei genitori: "Mio figlio si svegliava la notte urlando 'basta'"

Sabrina Chiellini
Botte all'asilo nido, il racconto dei genitori: "Mio figlio si svegliava la notte urlando 'basta'"

Pisa, nuova udienza del processo contro le due maestre accusate di aver maltrattato i bambini al Cep

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PISA. La rabbia dei genitori è palpabile, anche a distanza di tempo, quando possono fare sentire la loro voce, in tribunale. Come è ancora forte il loro senso di colpa, anche se realmente non hanno fatto niente di male. Non sono riusciti a «intercettare», a “rendersi conto” – dicono ai più riprese mentre sfilano davanti al giudice Beatrice Dani, assistiti da numerosi avvocati – di quello che succedeva all’asilo nido del Cep. È pesante la storia dei maltrattamenti aggravati che, secondo l’accusa, sono avvenuti in quella scuola comunale e per i quali sono finite a giudizio due educatrici e documentati da immagini video raccolte dai carabinieri dal novembre 2015 al gennaio 2016. Sonia Ori, originaria di Sillano, 60 anni di Pisa, arrestata la mattina del 4 febbraio 2016, e Donatella Castiglioni, sua coetanea, residente a Cascina, assistono in silenzio mentre i genitori vengono sentiti.

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Nelle testimonianze riaffiora anche il nome di terza educatrice, Marcella Ricci, anche lei coinvolta nell’inchiesta (venne sospesa dal lavoro come la Castiglioni) e che è già uscita dal processo patteggiando la pena 22 mesi di reclusione. Le vittime dei “metodi” energici, per usare un eufemismo, sono bambini indifesi, alcuni dei quali ancora non parlavano. Facile dunque immaginare il risentimento dei padri e delle madri quando devono spiegare, in un’aula di giustizia, come mai i loro figli si svegliavano di soprassalto durante la notte, erano nervosi, si autopunivano nascondendosi in un angolo con il volto rivolto verso il muro.

«Mio figlio la notte si svegliava e urlava ”Basta, basta”», racconta la prima mamma ascoltata. «Se lo sgridavo si metteva in un angolo e diceva “Bimbo cattivo”. Oppure abbassava le spalle e la testa come se volesse dirmi: “Oddio, ora cosa mi fa...”». Bambini che se giocavano con l’acqua di agitavano: la maestra Ori è stata vista mentre gettava l’acqua in faccia ai bambini, secondo le accuse. «Una volta una delle maestre mi ha detto che mio figlio, stiamo parlando di un bambino che ha subito uno choc, era bipolare e che faceva fatica a stare a tavola... Purtroppo non abbiamo capito quello che succedeva. Lui era contento solo quando aveva la febbre e restava a casa».

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