Il Tirreno

Pisa

maxi appalto in tribunale 

Salini-Impregilo per il Nuovo Santa Chiara

Pietro Barghigiani
Salini-Impregilo per il Nuovo Santa Chiara

La terza classificata in graduatoria in pole position per la costruzione dell’ospedale dopo l’estromissione di Inso e Pessina

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PISA. I ricorsi incrociati di Pessina Costruzioni e Inso alla fine hanno lasciato spazio al terzo classificato nella graduatoria per realizzare l’ospedale Nuovo Santa Chiara a Cisanello.

Il Tar ha annullato l’esito della gara accogliendo il ricorso principale di Pessina e quello incidentale di Inso.

Entrambe le società si sono accusate a vicenda e i giudici amministrativi hanno dato ragione a tutte e due che, per motivi diversi, non dovranno a questo punto aggiudicarsi l’appalto con base d’asta di 430 milioni di euro.

Inso (gruppo Condotte Spa in concordato preventivo, ndr) era accusata di aver “gonfiato” un po’ troppo i requisiti, Pessina Costruzioni di un inciampo formale sull’indicazione dello sviluppatore immobiliare per l’area del vecchio Santa Chiara.

La conclusione concreta - in attesa dei ricorsi al Consiglio di Stato - è che le due società sono state estromesse dalla gara. Ma l’Aoup non ripartirà da zero. Anzi, l’ipotesi all’orizzonte è quella di un’azienda solidissima. Con un’inconveniente per le casse: il risparmio ottenuto con l’aggiudicazione a Inso e che sarebbe rimasto anche con Pessina Costruzioni, sarà assottigliato e di molto.

A questo punto l’Azienda ospedaliera può scorrere la graduatoria e affidarsi alla terza classificata, il colosso Salini-Impregilo di Roma (35.000 dipendenti nel mondo, ricavi pari a 6,5 miliardi di euro e un portafoglio ordini totale di 34,4 miliardi di euro, ndr).

La sua proposta era la migliore a livello tecnico, ma anche quella con il minore ribasso. Di qui il punteggio che l’aveva fatta scivolare al terzo posto. Ora torna in pista con una potenziale aggiudicazione che ha lo scopo di non dilatare ulteriormente i tempi per l’apertura dei cantieri.

Sull’annullamento intervengono anche i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle in Toscana Giacomo Giannarelli, Irene Galletti e Andrea Quartini che in una nota scrivono: «Vogliamo sapere come intende porsi la Regione davanti alla notizia dell’annullamento da parte del Tar dei lavori per l’ospedale Cisanello di Pisa. Il prolungamento dei tempi di realizzazione porta alla necessità di rivedere al più presto le condizioni del Santa Chiara, oggi inaccettabili: serve un piano “b”. Abbiamo già predisposto un atto in cui chiediamo all’assessore regionale di riferire in aula. La vicenda è grave e rischia di avere preoccupanti ricadute su cittadini e organizzazione del servizio sanitario».

E sullo stesso tema i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori, assieme a Ciccio Auletta, consigliere comunale a Pisa per la coalizione della sinistra “Diritti in comune”: «L’operazione che avrebbe dovuto portare al completamento del nuovo ospedale di Pisa è un disastro su cui fortunatamente si è abbattuta anche la scure del Tar. Per l’ennesima volta chiediamo di ripensare le modalità di questo investimento pubblico da 400 milioni di euro». —

Pietro Barghigiani

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