Il Tirreno

Pisa

sanità in tribunale 

Morta dopo ricovero il no dei familiari all’archiviazione

P.B.
Morta dopo ricovero il no dei familiari all’archiviazione

La paziente aveva 33 anni e per il suo decesso la Procura prima ha indagato 18 dipendenti di Cisanello che dopo le perizie ritiene di non dover processare

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PISA. La conferma dell’archiviazione da parte della Procura, a cui si sono associati i legali degli indagati. E, di contro, la richiesta di consulenze suppletive o l’imputazione coatta invocate dalla parte civile.

Posizioni contrastanti su un caso che si trascina dall’aprile 2016 quando una barista di 33 anni, Ilaria Bernardoni, morì all’ospedale di Cisanello per complicazioni cardiache.

Ieri mattina le parti hanno discusso davanti al gip Giuseppe Laghezza l’opposizione alla richiesta di archiviazione con la Procura che ha ribadito l’assenza di responsabilità penali dei 18 indagati - tra medici e infermieri - per omicidio colposo. L’assenza di un nesso di causalità tra pratiche mediche e decesso è stata la tesi riproposta dai difensori (tra gli altri Patrizio Pugliese e Stefano Tovani) sostenuta anche dalle consulenze tecniche agli atti. Opposta la ricostruzione della parte civile, in rappresentanza dei familiari presenti ieri in aula. «È necessario indagare ancora con incarichi a specialisti o in alternativa il giudice deve disporre un’imputazione coatta per gli indagati» è stato il senso dell’intervento. Il gip Laghezza si è riservato la decisione.

Ilaria Bernardoni, originaria di Pontedera, residente a Riglione, per anni aveva lavorato nel bar dei genitori a Guamo, il Corte Cafè in via di Sottomonte. Aveva seri problemi di cuore e a Cisanello morì dopo un ricovero d’urgenza. La barista era molto conosciuta nella frazione pisana dove era andata a vivere con il suo compagno. Dal 2017 si corre il “Memorial Ilaria Bernardoni - Trofeo Alessio Galletti” , una partecipata gara ciclistica giovanile a cui prendono parte circa 200 giovani atleti. E nel bar di famiglia l’associazione Mirco Ungaretti onlus nel giugno 2017 ha installato un defibrillatore nell’ambito del suo progetto “Il cuore batte per Lucca”. —

P.B.

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