Sicurezza
Lo stop alle bancarelle al Duomo è scritto in un atto ancora in vigore
Il ritorno sotto la Torre degli ambulanti resta legato alla cancellazione dell’accordo del febbraio 2018 tra Comune, Regione e Sovrintendenza
PISA. Cancellare l’accordo del febbraio 2018 con il quale il Comune, a firma dell’allora sindaco Marco Filippeschi, Sovrintendenza e Regione hanno reso incompatibile la presenza delle bancarelle in Piazza dei Miracoli. Poi mettere mano ad un nuovo piano del commercio che preveda un periodo temporaneo all’interno della piazza prima del trasferimento definitivo dei banchi nell’area dell’ex pronto soccorso. È questo il percorso che l’amministrazione comunale potrebbe seguire per provare a risolvere la questione dei banchi di piazza Manin. O almeno è quello che sperano gli ambulanti.
Ad oggi, per Palazzo Gambacorti, vale infatti la posizione assunta in quel documento dall’allora sindaco Filippeschi senza margine di trattativa sul rientro. Trattativa che gli ambulanti vogliono invece riaprire con il progetto presentato da Confesercenti Toscana Nord per allestire nuovi banchi sui mezzi Ape Piaggio elettrificati.
Su quell’accordo interviene Stefano Verità, l’avvocato che rappresenta la quasi totalità dei bancarellai. «Quell’accordo - dice il legale - è stato disatteso in primis dalla stessa giunta Filippeschi, visto che le sue determinazioni conclusive non sono state recepite nel piano del commercio approvato ad aprile scorso. Vi sono gli estremi e le ragioni per ridiscuterlo nel merito. Si tratta infatti di una aprioristica chiusura al rientro delle attività nella loro legittima sede, formalizzata senza alcuna specifica delle ragioni che ne determinerebbero la incompatibilità. Su questo aspetto la giunta Conti - dice ancora Verità - ha il merito di non aver assunto posizioni di principio, ma anzi di aver chiarito sin da subito che il rientro sarà comunque condizionato a determinati accorgimenti e prescrizioni a tutela del sito; senza dimenticare la tutela dei diritti non solo al lavoro, ma anche alla sopravvivenza ed alla dignità personale degli operatori del mercato del Duomo. Diritti sino ad oggi illegittimamente compressi e sacrificati in nome di interessi pubblici non meglio precisati e molto spesso evocati ed usati a sproposito».
Ma nel caso il rientro sia inserito nel nuovo piano del commercio, questo strumento che valore ha rispetto alle indicazioni della Sovrintendenza? Conclude l’avvocato Verità: «Il Comune è titolare della potestà pianificatoria anche per quanto riguarda il commercio su aree pubbliche. Tale potere non è riducibile sino allo svuotamento di competenze da parte di altre amministrazioni. Il dissenso o la contrarietà alle scelte del Comune in materia di pianificazione devono essere puntualmente motivate. Nel caso del mercato del Duomo tutto ciò è mancato. Mi piace infine rilevare che non ho sentito campanelli di allarme per la stessa piazza Manin né per altre parti del centro storico che pure godono della protezione Unesco».
Sulla raccolta delle firme contro il rientro dei banchi in Piazza dei Miracoli interviene anche Edoardo Ziello, deputato della Lega e segretario cittadino del Carroccio: «Agli intellettuali il compito di raccogliere le firme, a noi quello di occuparci del futuro di queste famiglie che da troppo tempo vivono in condizioni di difficoltà. Io cerco l’equilibrio, voglio tutelare gli ambulanti e non solo il paesaggio. Rispetto per gli intellettuali, ma tra loro ed i bancarellai scelgo i bancarellai». –
Daniele Benvenuti
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