Pusher subito in libertà dopo gli arresti: respinto il ricorso della Procura
pisa. Respinto dal Tribunale del Riesame il ricorso della Procura contro il provvedimento del gip con il quale 22 spacciatori, dopo la convalida dell’arresto, furono rimessi in libertà con il solo divieto di dimora in provincia di Pisa.
La decisione è stata comunicata ieri ai legali degli immigrati (avvocati Roberto Nocent, Massimo Parenti, Sara Baldini tra gli altri, ndr).
Si tratta dell’operazione “Cavalieri 2018” condotta dalla polizia, con agenti sotto copertura provenienti da Roma, per stroncare il giro dello spaccio, una piaga incancrenita nell’area della stazione.
Un’indagine durata e filmata per 40 giorni. Tre notti al Don Bosco e poi i 22 immigrati, quasi tutti nordafricani, tornarono in libertà a metà dicembre. Il gip ritenne che non ci fossero le condizioni per disporre la custodia in cella o ai domiciliari. Spacciavano, ma non in quantità tali per cui per legge è obbligatorio il carcere. Di qui la decisione di liberare i pusher, sbandati e con precedenti, imponendo il divieto di dimora nella provincia di Pisa. Un provvedimento che venne colto al volo dal vice premier, nonché ministro dell’Interno, Matteo Salvini per invocare norme più severe.
«Purtroppo lo sforzo è stato inutile, perché nel giro di poche ore questi delinquenti sono stati rimessi tutti in libertà – afferma Salvini –. Non mollo e non mi rassegno: le leggi, quando sono sbagliate e troppo morbide, vanno corrette. È l'ora della tolleranza zero». Intanto, il Riesame conferma la linea del gip sulla mancata esigenza cautelare dell’arresto. —
P.B.
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