Sicurezza
«Non è da intellettuali dire solo no alle bancarelle»
Confcommercio critica l’appello dei personaggi del mondo della cultura che si sono detti contrari al rientro delle attività ambulanti in piazza del Duomo
PISA. «Noi difendiamo e difenderemo fino in fondo il lavoro onesto e perbene di quarantaquattro operatori e dell’intero mercato storico del Duomo che è nato decenni prima del riconoscimento Unesco». Replica così al manifesto degli intellettuali il presidente della Commissione Duomo di ConfcommercioPisa, Roberto Tarabusi.
Si riaccende il duello sul tema bancarelle di nuovo al Duomo sì o no, dopo che un gruppo di intellettuali ha sottoscritto un appello di segno contrario, mentre alcuni firmatari hanno anche lanciato una raccolta di firme on line (arrivata nel pomeriggio di ieri intorno a quota seicento).
«Tanto è vero - riprende Tarabusi - che il riconoscimento Unesco è avvenuto lo stesso. Ci saremmo aspettati da loro una proposta ragionevole in vista di una soluzione che raggiungesse l’obiettivo di coniugare la pluralità degli interessi in gioco. Ed invece, con una rigidità assoluta, l’unica parola che sono stati in grado di pronunciare è stato un no drastico. E allora a che ci servono gli intellettuali, se ignorano le sentenze della magistratura, ignorano il piano del commercio in vigore, ignorano il diritto tutt’ora in vigore di queste attività commerciali e non sono capaci di portare nessuna, e dico nessuna, soluzione al legittimo dibattito pubblico?».
«Questi intellettuali hanno già chiesto a Lino Banfi, lo straordinario comico della commedia sexy all’italiana, nominato rappresentante italiano nella Commissione Unesco, di firmare il loro manifesto?», si domanda con ironia il referente ConfcommercioPisa, Alessio Giovarruscio.
«Sempre pronti ad indignarsi su tutto, e quindi alla fine su nulla, senza dover per forza riprendere le parole di Sgarbi che ha definito l’Unesco un ente inutile e dannoso che non porta alcun contributo alle città, ci accontentiamo - prosegue Giovarruscio - di un dato di fatto semplice semplice: le meraviglie di piazza del Duomo stanno in piedi da nove secoli e il protocollo Unesco non esisteva. Considerando la bellezza unica della piazza, direi che dovrebbe essere l’Unesco a dover pagare fior di quattrini a Pisa per fregiarsi del titolo di annoverare questa piazza tra i loro innumerevoli siti. C’è chi come Marco d’Eramo, in un libro di una certa risonanza, ha definito il tocco dell’Unesco letale, un urbanicidio commesso in buona fede per preservare, imbalsamare e surgelare un patrimonio dell’umanità. Sventolare la bandiera Unesco come uno spauracchio non è un argomento».
Secondo l’esponente di Confcommercio, «cacciare con disprezzo il commercio tout court, senza neanche discutere nuove modalità magari più autentiche e sostenibili, per rendere ancora fruibili i luoghi più pregiati, significa semplicemente cacciare la vita dalle nostre città. E, con la spinta degli intellettuali, decretarne l’inevitabile tramonto».—
Altro servizio a pag. 2
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
