Toscana
Laurora al contrattacco: manifesti, volantinaggio e minaccia di querele
“Basta strumentalizzazioni della sinistra” lo slogan che affiggerà sui muri della città «Per anzianità sono il primo leghista eletto in consiglio»
PISA. L’ormai ex consigliere comunale della Lega, Manuel Laurora, trova sempre il modo di prendersi la prima fila. Così, dopo il caos seguito al minuto di silenzio per le vittime della Shoah trascorso seduto durante il consiglio, anche se poi si è scusato, ora passa al contrattacco con una propria campagna pubblica fatta di manifesti e volantini. Martedì scorso Laurora è tornato tra i partecipanti all’assemblea di Palazzo Gambacorti dopo aver saltato alcune sedute precedenti. Il suo posto è “retrocesso”, dopo che, lasciando il Carroccio (è stato spinto a farlo), ha costituito il gruppo misto. Un passo indietro che si è tradotto nel diventare capogruppo. Ora Laurora torna sulla scena attaccando la sinistra e per questo annuncia addirittura l’affissione di manifesti in città e un volantinaggio a tappeto. Vuole difendersi, vuole togliersi l’accusa di fascista preannunciando querele. Ma vuole anche riaffermare, pur da esterno (è stato eletto nelle liste della Lega da indipendente), la sua appartenenza al Carroccio, rivendicando trascorsi antichi.
Laurora ha inviato un comunicato in cui riassume la sua vicenda mettendo in fila i fatti dal suo punto di vista. Primo: «Le polemiche successive al fatto di essere rimasto seduto in consiglio comunale durante il minuto di silenzio dedicato alla Giornata della Memoria, che il consigliere comunale Manuel Laurora (candidato indipendente eletto nelle liste della Lega, ora nel gruppo misto), ha definito “un errore”». Secondo: «Le scuse immediate, avvenute nella stessa giornata nella Sala delle Baleari, alzandosi in piedi per il minuto di silenzio». Terzo: «La richiesta di dimissioni proposta dal consigliere Ciccio Auletta (Rifondazione comunista e civiche), con un ordine del giorno presentato nelle sedute successive (richiesta votata a favore anche da Forza Italia, Fratelli d’Italia-Nap, Pisa nel Cuore e con l’astensione del gruppo Lega)». Di fronte a tutto questo ecco l’iniziativa che il consigliere (ritornato in Sala delle Baleari dopo circa un mese), «di comune accordo - scrive - con il comitato referendario pisano “Il Popolo decide” (di cui è portavoce), ha deciso di intraprendere».
Quindi l’illustrazione: «Abbiamo deciso di far affiggere in città 300 manifesti per tutto il mese di marzo ed inoltre saranno distribuiti porta a porta 20mila volantini. Il titolo della campagna informativa sarà: “Ora basta con le strumentalizzazioni della sinistra”».
Poi sui suoi rapporti con la Lega: «Per anzianità di iscrizione sono, di fatto, il primo leghista eletto in consiglio comunale nella storia di Pisa. Infatti chiesi la tessera sin dal 1994 perché favorevole alla riforma costituzionale in senso federale dello Stato italiano. E il mio primo voto, il 27 marzo 1994, fu per la Lega. Resto ancora convinto che l’Italia debba essere una Repubblica federale nell’Europa dei Popoli. Chi cerca ancora di screditarmi e mi accuserà ingiustamente di essere fascista e/o filo nazista dimostra di non conoscere affatto il mio percorso politico che è sempre stato federalista ed a favore della politica partecipativa referendaria. E per questo sarà denunciato per diffamazione». —
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