Lutto
L’imputata si difende attaccando «Doveva guardarla la maestra»
L’educatrice a processo per omicidio colposo sposta sull’insegnante l’onere del controllo: «Spettava a lei verificare che nell’aula non ci fossero pericoli»
pisa. «Non ero io in quel momento a dover controllare la bimba. Ci doveva pensare la maestra».
Dopo averlo ribadito nella fase delle indagini preliminari, ieri mattina Roberta Castellani, 39 anni, di Sarzana, ha voluto rimarcare le distanza tra lei e l’insegnante di ruolo comunale e distinguere le responsabilità di entrambi anche davanti al giudice.
È l’educatrice di sostegno della cooperativa Arnera di Pontedera accusata di omicidio colposo per la morte della piccola di 6 anni soffocata in una classe della scuola d’infanzia Agazzi da un pezzo di gommapiuma. Un dramma consumato la mattina del 2 dicembre 2016.
Difesa dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, l’imputata ha scelto di farsi giudicare con rito abbreviato. E ieri ha chiesto di essere interrogata. Ha iniziato il suo legale e poi sono andati avanti il pm Giancarlo Dominijanni e l’avvocato della parte civile, Salvatore Salidu che ha comunicato la volontà dei genitori di rinunciare alla costituzione parte civile. Sono rimasti solo i nonni della bambina sempre con lo stesso legale.
«Non potevo prevedere che la bimba ingerisse la spugna – ha spiegato l’educatrice – perché l’unica cosa che aveva messo in bocca nei due anni in cui mi era stata affidata erano solo dei tovagliolini di carta. Nel momento in cui ha ingerito la gommapiuma doveva essere la maestra (Donatella Polvani, ndr) a guardarla, non io. Anzi, lei proprio per evitare quello che poi è successo, doveva stare attenta che nell’aula non ci fossero cose pericolose con cui la piccola potesse venire a contatto».
Nei confronti dell’educatrice, che da anni seguiva la piccola deceduta, la Procura muove una contestazione omissiva. Per l’accusa all’origine della morte della bimba si configurerebbe la situazione per cui «non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo».
Una disattenzione involontaria dagli effetti fatali. Inoltre, sarebbe trascorso un tempo lungo quanto basta a far ingerire alla bimba la gommapiuma a forma di patata senza che l’educatrice se ne rendesse conto. Si era allontanata di pochi metri. L’aspetto più rilevante riguarda le dimensioni del pezzo ingerito dalla bimba senza essere vista dall’insegnante di sostegno. Secondo la relazione consegnata dal medico legale, la porzione del corpo estraneo finito e rimasto in gola fino al soffocamento dell’alunna, sarebbe stata ragionevolmente grande da aver portato la bimba a masticarlo più volte.
L’udienza è stata rinviata al 26 marzo per discussione e sentenza. —
Pietro Barghigiani
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