Sicurezza
Il nascondiglio della droga in un capannone a San Giuliano
Ben 80 chili di hashish scoperti e sequestrati dai carabinieri nell’ambito dell’operazione ribattezzata “Due Mondi” condotta tra Pisa, Livorno e l’Elba
Usavano un container per stoccare l’hashish da rivendere all’Elba. In un campo incolto, a San Giuliano, i carabinieri gliene hanno sequestrati 80 chili. Era il 20 marzo dell’anno scorso, anche se l’ultimo colpo alla rete dei trafficanti di droga è stato messo a segno all’alba di ieri. Con l’arresto del 42enne Salvatore Buongiovanni, un napoletano che si era da poco trasferito a Marina di Campo (all’Elba) e che in casa custodiva un chilo di hashish.
È un’imponente operazione – con l’inquietante ombra della camorra sull’isola – quella conclusa dai carabinieri, chiamata “Due mondi” perché tutto partì a Livorno il 6 giugno del 2016 da piazza Garibaldi, all’ombra della statua del grande eroe, con il fermo dell’albanese Artam Shemshiri, oggi fra gli indagati a piede libero. E così i militari hanno dato esecuzione a dieci ordinanze di custodia cautelare.
Oltre 130 i chili di droga sequestrata in due anni e mezzo (126 di marijuana, cinque di hashish e 200 grammi di cocaina) e 36 persone indagate fra cui nove “grossisti”, la cui posizione appare più delicata: due sono in carcere, quattro ai domiciliari, due irreperibili in attesa di essere arrestati, mentre un altro è morto a causa di una malattia. Un altro, il decimo, è stato arrestato ieri. Ventisei gli indagati liberi. Persone che negli ultimi due anni e mezzo sono state sorprese con almeno 6-7 chili di hashish e che periodicamente sono anche state arrestate (22 di loro, secondo quanto accertato dai militari).
Gli indagati a piede libero fanno parte dell’ultimo anello della catena. Il reato contestato è lo stesso per tutti: traffico illecito di sostanze stupefacenti. L’obiettivo sarebbe stato il mercato dell’Elba.
L’operazione è stata coordinata dal reparto operativo guidato dal tenente colonnello Armando Ago su delega del pm Massimo Mannucci. La presunta rete dei trafficanti viene inquadrata come un gruppo senza alcun tipo di sodalizio, con ruoli intercambiabili. Nessuno al vertice. Il gruppo investigato è risultato essere il canale di rifornimento di due trafficanti napoletani residenti all’Elba. Questi ultimi, appartenenti alla famiglia Tommaselli e affiliati all’omonimo clan del quartiere partenopeo di Pianura, si erano da poco trasferiti a Marina di Campo e acquistavano la droga dagli albanesi per rivenderla sulla piazza elbana.
Alcuni degli indagati – anche con precedenti per furto e ricettazione – avevano delle armi. Due pistole, ad esempio, sono state trovate il 7 luglio 2017 in un bosco durante il fermo di tre albanesi, con munizioni e attrezzi da scasso. Una era stata rubata nel comune di Crespina Lorenzana. Nel corso delle indagini – come documentato in un video dell’Arma – i militari hanno accertato un pestaggio nei confronti di uno spacciatore concorrente, picchiato all’Elba fuori da un’officina. Fra gli arrestati – oltre a Buongiovanni – ci sono anche Enrico Calcagno e Filippo Tomaselli, in carcere da dicembre. —
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