Il Tirreno

Pisa

Anche il direttore degli Uffizi contro le bancarelle in piazza

Roberta Galli
Anche il direttore degli Uffizi contro le bancarelle in piazza

Il mondo della cultura e dell’arte mobilitato contro l’ipotesi di riportare sotto la Torre, a bordo degli Ape Piaggio, le attività di vendita ambulante 

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PISA. Il mondo della cultura si mobilita per dire no al rientro delle bancarelle in piazza del Duomo. E lo fa attraverso una lettera indirizzata a tutta la città. Palazzo Gambacorti compreso.

I primi firmati, e promotori di quello che viene definito «un appello per una mobilitazione delle coscienze», sono la giornalista Valeria Caldelli, già caposervizio della redazione pisana de La Nazione, Pier Luigi D’Amico, ex assessore all’ambiente nella giunta Floriani, erano gli anni 94-98, e Silvia Silvestri, esponente del centro-destra pisano. E con loro c’è una parte rilevantissima del mondo della culutra e dell’accademia, non solo pisani.

Tra i sostenitori dell’appello il direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze, Eike Schmidt, dell’ex ministro Antonio Paolucci, gli ex direttori della Scuola Normale di Pisa, Fabio Beltram e Salvatore Settis, il professor Alfonso Maurizio Iacono, docente dell’Ateneo Pisano, e lo scrittore Marco Malvaldi.

«Il nostro è un appello trasversale ed apolitico di un gruppo che raccoglie varie professioni per esprimere una opinione ben precisa – spiegano Silvia Silvestri e Valeria Caldelli-, ma soprattutto per sensibilizzare la città affinché la piazza del Duomo resti così come è”.

Il messaggio è chiaro: la piazza del Duomo deve rimanere libera. Le attività commerciali devono restare fuori. I firmarti dell’appello si dicono quindi contrari alla proposta portata avanti dalla Confesercenti, e subito sposata a tutti gli ambulanti, su una possibile riapertura del complesso monumentale al commercio.

«Da cittadini orgogliosi di un patrimonio che il mondo intero ci invidia – scrivono nell’appello i firmatari - ci saremmo aspettati che tutti avessero l'obiettivo prioritario di salvaguardarlo, continuando a impegnarsi per eliminare gli ultimi elementi di degrado ancora presenti nell'area circostante, quella che l'Unesco definisce come “zona di rispetto”, dalle bancarelle di piazza dell'Arcivescovado, alla cura delle vie di accesso e degli edifici, alcuni dei quali versano in condizioni di degrado. Con grande sorpresa dobbiamo invece rilevare che non è così. Proprio nelle ultime settimane abbiamo dovuto assistere alla proposta della ricollocazione delle bancarelle in piazza del Duomo, magari attraverso idee fantasiose, quali l'uso delle Ape Piaggio trasformate per l'occasione in “carretti” pieni di mercanzie, o dietro il paravento della “soluzione temporanea”. Riteniamo dunque necessario che si abbandonino definitivamente i propositi sbagliati e che si sancisca una volta per tutte l'incompatibilità della presenza delle attività commerciali con occupazione di suolo pubblico in piazza dei Miracoli. Augurandoci che la città – concludono i firmatari- possa ancora essere fiera di offrire al mondo intero il patrimonio intatto della sua storia, invitiamo tutti, pisani e no, a far sentire la propria voce, aderendo a questo appello, oppure nelle forme che riterranno più opportune». L’appello è a disposizione di tutti coloro che lo volessero sottoscrivere su www.change.org. —

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