Lutto
Aviere fermato di notte nell’area delle trans: guidava auto di servizio
La Procura gli contesta il reato del peculato d’uso. All’epoca dei fatti era in organico alla 46ª Brigata Aerea
VECCHIANO. Un controllo di routine in una zona di frontiera nel contrasto a spaccio e prostituzione. L’alt dei carabinieri, l’invito a fornire patente e libretto di circolazione.
L’eventuale approfondimento se l’automobilista non si presenta in perfette condizioni psicofisiche. Niente di eccezionale in quelle che sono le periodiche verifiche tra Migliarino e via di Traversagna. Una sera del 2016 nell’elenco delle decine di uomini al volante fermati nella zona del sesso a pagamento con una prevalenza di trans a bordo strada, ci finisce anche uno che non doveva essere lì.
Non è una questione di come una persona vuole trascorrere il suo tempo libero. Ma l’inghippo che poi diventa reato è con quale mezzo si muove in quell’ambiente.
Succede così che nell’acquisire i dati dell’automobilista oggetto di accertamento in un contesto all’apparenza equivoco, i militari scoprono che si tratta di un aviere in servizio alla 46a Brigata Aerea.
Poco male se non fosse stato alla guida di un’auto di servizio. L’aveva presa in consegna nel pomeriggio e, dopo aver finito la missione, anziché rientrare alla base di Pisa aveva allungato il percorso nelle viuzze di Migliarino e Traversagna.
Uno sconfinamento orario e geografico rispetto al mandato che aveva ricevuto dai suoi superiori. L’esito del controllo nel frattempo è diventato una denuncia e ora un processo per peculato d’uso a carico di un 36enne originario della Puglia all’epoca dei fatti in organico alla 46a.
La prima udienza è slittata per l’assenza di un teste. In aula il pm Giovanni Porpora che sostiene l’accusa davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Mirani, a latere Frizilio e Fabbricatore).
Ci sarà da sentire chi firmò il verbale, il personale della Brigata Aerea incaricato di gestire l’uso delle auto e, se lo vorrà, anche l’imputato a cui verrà chiesta la ragione di una presenza con una macchina e in un contesto che non era quello per cui era partito qualche ora prima del fermo dalla sede dell’aeroporto militare.
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