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Accusa un pensionato: «Chiusa in macchina, mani sulle parti intime»
pisa. È accusato di sequestro di persona e violenza sessuale un 66enne di Pisa denunciato nel gennaio 2015 da una donna conosciuta perché amica della badante della mamma dell’imputato.
Una storia delicata che ieri in Tribunale (presidente Mirani, a latere Frizilio e Fabbricatore) ha ospitato il racconto della parte offesa.
Una deposizione intervallata più volte dall’invito della presidente Mirani a ricordare e riferire con attenzione periodi e passaggi che spesso, come ha contestato in diverse occasioni il pm Giovanni Porpora, si discostavano dalla denuncia presentata ai carabinieri.
Secondo la donna l’uomo un giorno d’estate del 2014 l’avrebbe invitata a salire in auto per poi portarla in una strada isolata.
Qui avrebbe chiuso le portiere dell’auto e poi l’avrebbe toccata nelle parti intime tenendola ferma sul sedile. Quindi l’avrebbe fatta entrare in casa di un amico che, a sua volta, si sarebbe fatto avanti per avere un rapporto sessuale.
«L’imputato mi offrì 50 euro per stare zitta con i suoi familiari, ma quei soldi non li presi» ha aggiunto in aula donna che al giudice ha detto di aver anche mendicato per vivere e di essere stata pure ospite in una casa famiglia.
Un contesto di marginalità che è stato ribadito anche da un altro teste, un carabiniere della stazione di Pisa Centro, che all’epoca si occupò della denuncia.
La donna andò dal suo medico dopo l’episodio in auto, ma non al pronto soccorso per dare il via al codice rosa. —
P.B.
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