Il Tirreno

Pisa

processo per omicidio colposo 

Operai pagati al nero nell’infortunio mortale

P.B.

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Chiesi a Fioriti di fare alcuni lavori nel campo sportivo. Una sorta di favore. Lo pagai, anche senza chiedere la fattura».

È un passaggio della testimonianza di don Antonio Ratti ieri mattina nel processo per omicidio colposo a carico di Fabio Fioriti, 61 anni, per la morte di un operaio moldavo di 34 anni, Dumitru Kostaki, folgorato il pomeriggio del 24 maggio 2014 a pochi metri dal campo sportivo di Pontasserchio. Sono stati sentiti dal giudice Antonella Frizilio (pm onorario Massimiliano Costabile, ndr) il maresciallo dei carabinieri che fece i primi rilievi, un tecnico Asl, la moglie del moldavo e il parroco.

L'operaio stava lavorando con un trabattello che toccò i fili della media tensione presenti sopra il campo sportivo. Rimase ferito in modo grave anche l’imputato, di San Giuliano Terme, difeso dall’avvocato Giovanni Capria. L'impalcatura mobile era stata montata per riparare l'impianto luci del campo sportivo della parrocchia di Limiti. Doveva essere spostata. Fioriti e Kostaki, residente a Pisa, erano lì senza una committenza ufficiale. Il parroco aveva chiesto un piacere, retribuito al nero, all’artigiano che aveva chiamato il moldavo per dargli una mano come lavoratore occasionale. L’assenza di assicurazione ha impedito finora di risarcire Irina, la vedova di Dumitru. Al Tirreno dopo la tragedia disse: «Mio marito ha pagato a caro prezzo la sua generosità e la sua capacità di gestire tanti lavori diversi. Nell'azienda di Fioriti faceva il marmista, ma si dilettava anche come idraulico ed elettricista. Prima di arrivare in Italia, Dumitru aveva avuto trascorsi come poliziotto, poi siamo venuti nel vostro Paese circa cinque anni fa e lui ha cominciato a fare lavori occasionali prima di arrivare da Fioriti». —

P.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa