Lettera aperta a Fontana sul caso dell’assessore Andrea Buscemi
Il ministro sarà oggi ospite di una iniziativa promossa dalla Lega alle Officine Garibaldi
l’intervento
Una lettera aperta al ministro Lorenzo Fontana che proprio oggi sarà a Pisa in occasione dell’incontro organizzato alle Officine Garibaldi (con inizio alle 17) dalla Lega in vista delle elezioni regionale 2020. A scriverla due cittadine pisane, Romina Romiti e Elisabetta Vanni, tra le protagoniste della battaglia portata avanti in città per chiedere le dimissioni dell’assessore alla cultura Andrea Buscemi.
«Il concetto di famiglia e di relazione del Ministro Fontana è in linea con i fondamenti culturali della Lega: ordine, rispetto delle regole, unione e solidità della famiglia, cultura cattolica - scrivono - Il primo valore del messaggio evangelico è l’amore, quindi il rispetto: per tutte e tutti, non solo per alcuni. Su questo ci piacerebbe poter dialogare col Ministro e porgli alcune domande». Tra queste appunto il come conciliare «il messaggio evangelico con lo stalking» affermano riferendosi alla vicenda giudiziaria di Buscemi. «Nei Dieci comandamenti e nel Vangelo non è prescritto come comportamento fondante della morale cristiano-cattolica picchiare le donne, minacciarle, considerarle puro oggetto del desiderio e del possesso maschile» proseguono portando all’attenzione del ministro i contenuti nel fascicolo e nelle sentenze relative alla vicenda processuale di Buscemi che, aggiungono «sarà nuovamente processato mercoledì prossimo per due ipotesi di reato: intralcio alla giustizia e violenza privata».
«In riferimento a questi atti, Ministro, è sicuro che l'assessore adempia il suo ruolo con disciplina ed onore secondo il dovere richiesto ai funzionari pubblici dall'art. 54 della Costituzione ? - si domandano - La Lega approva che i cittadini paghino lo stipendio a chi ha seri guai con la giustizia? In questo caso addirittura coi contributi delle stesse donne che ha perseguito e minacciato. Inoltre, come si concilia il movimento pro-vita che lei sostiene con lo stalking ? Nell’escalation della violenza di genere, dal linguaggio sessista fino all’omicidio, lo stalking è l’ultimo stadio prima del femminicidio. Esattamente quale vita promuove la Lega? Ci aspettiamo delle risposte in cui lei dimostri di sostenere il messaggio evangelico e ci confermi che la dignità delle istituzioni e la protezione delle vittime di violenza sono una priorità rispetto alla difesa degli autori di comportamenti violenti». —
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